Attenzione
«Qui non si punta sull’alta specializzazione»
Il prof Mosca critica le politiche d’investimento dell’Azienda ospedaliera pisana: finora a Cisanello solo tagli di personale
PISA. «Chi se lo può permettere, avendo a disposizione fondi ingenti, fa campagna acquisti. Così va il mondo, anche nella sanità».
Non è meravigliato dello "shopping" in atto da parte di Careggi il professor Franco Mosca.
La partenza del chirurgo oculistico, Stanislao Rizzo, che dal primo novembre sarà a capo di un reparto con 20 infermieri, 25 operatori socio sanitari e tre medici solo per l’intramoenia, è destinata a non restare isolata.
Non solo Rizzo si porterà dietro alcuni suoi allievi più capaci, ma altri nomi eccellenti vengono corteggiati da tempo, non solo da Firenze, ma anche da altre realtà della sanità pubblica. Contatti e lusinghe legittime per strappare a Cisanello professionisti capaci di attirare pazienti e dare lustro ai reparti.
Professore emerito dell'Università di Pisa, indiscusso caposcuola e padre della trapiantologia toscana oltre che tra i fondatori di quella italiana, Mosca è un luminare dei trapianti con 30mila interventi personali all'attivo a cui ne vanno aggiunti almeno altri 20 mila eseguiti dai suoi allievi, ma sempre sotto la sua responsabilità.
Dopo il pensionamento si è impegnato con un rinnovato slancio nel sociale, lavorando alla sua creatura, la Fondazione onlus "Arpa" che presiede fin dalla costituzione e che schiera Andrea Bocelli come presidente onorario.
Professore, il passaggio del chirurgo Stanislao Rizzo da Cisanello a Careggi è solo l'inizio di una serie di ingaggi eccellenti?
«Con l'offerta che hanno fatto a Rizzo con assunzioni e, soprattuto, macchinari adeguati hanno fatto un'operazione estremamente valida. È un investimento che sarà molto proficuo per Careggi e per tutto i gruppo di Rizzo e dei suoi allievi».
Siamo all'inizio di una "caccia" ai migliori?
«Pisa pare che non se lo sia potuto permettere un investimento del genere per personale e macchinari. Careggi se lo può permettere e fa la sua campagna acquisti. Dispiace per la concorrenza tra ospedali nella stessa regione. Altro che progetto Rete…».
Ha notizie di altri addii a Cisanello?
«Da diversi mesi stanno girando tante voci».
La Regione, però, lascia campo libero a Careggi per accentrare le eccellenze ora diffuse sul territorio.
«Ogni direttore generale fa l'interesse del suo ospedale. Chi ha soldi da spendere, chi riceve fondi dalla Regione, lo può fare. Gli altri tagliano e stanno a guardare».
Una concorrenza che farà bene all'utenza?
«Mah... Mi dispiace del dualismo all'interno della stessa regione. Ne prendo atto. Non sono contento di questa cosa».
Cisanello non può rilanciare per tenere i suoi luminari?
«Teniamo conto che l'azienda pisana finora ha fatto solo tagli di personale, si stenta ad assumere medici e infermieri e con questo scenario in prospettiva si rischia un impoverimento dell'offerta sanitaria. Gli investimenti vanno fatti sull'alta specializzazione e non solo sulle cose che "rendono" nell'immediato, ma non pagano a distanza a scapito del futuro di uno ospedale di rilevanza nazionale».
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