Gioco
Il Verdi in attivo grazie a palazzo Gambacorti
PISA. «Con la cultura non si mangia». La frase a cui è stato inchiodato l’ex ministro Giulio Tremonti, nel caso pisano è vera a metà: tra le partecipate ci sono anche 7 «altri enti» con...
PISA. «Con la cultura non si mangia». La frase a cui è stato inchiodato l’ex ministro Giulio Tremonti, nel caso pisano è vera a metà: tra le partecipate ci sono anche 7 «altri enti» con rappresentanti del Comune; e tra questi i due più consistenti sono le fondazioni Pisa e Teatro Verdi. La prima è una potenza economica che muove quasi 25 milioni, ma il comando è in mano agli uomini della ex Cassa di risparmio di Pisa (oggi unificata a quelle di Lucca e Livorno). L’altra si regge in piedi grazie all’intervento del Comune: solo il 44% delle risorse arriva in modo autonomo o finalizzato, in linea con le altre realtà nazionali. Ma il Verdi è un ente che non si può cancellare, per quello che restituisce alla città in termini di accrescimento culturale; quindi l’unico dato che ha senso vedere non è l’ultimo rigo del bilancio (utili/perdite), bensì quanto mette sul piatto il Comune: il 33% del totale, cioè 1,47 milioni. Ci sono altri servizi in perdita per definizione o quasi. Non fa eccezione il trasporto pubblico locale su gomma: il Ctt Nord – categoria “partecipate per la gestione di importanti servizi pubblici” – è la fusione di vecchie compagnie di trasporti che operavano in provincia di Pisa, Lucca e Livorno; non ci si deve stupire del rosso consolidato da Ctt nel 2012. Piuttosto fa riflettere che Ctt sia nata (anche) per ottimizzare le spese, ma nel 2011 perdeva 852mila euro e l’anno dopo le cose peggioravano a 1,715 milioni. Il cda è formato da sei membri, espressioni dei vecchi azionisti: il presidente è Alfredo Fontana e il Comune controlla il 9,3% del capitale. Altra categoria (consorzio) è quella sotto cui va la Società della Salute: non ha un cda, ma un’assemblea dei soci presieduta dall’assessore pisano alla salute, Sandra Capuzzi; anche questo è un settore in cui non si pensa al profitto, ma alla funzione sociale. E allora, 253mila euro di rosso sono quasi fisiologici su una prestazione complessiva erogata per 18,5 milioni di euro. Infine ci sono anche partecipate che non muovono soldi: Il Lode, Conferenza permanente dei Comuni. (g.c.)
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