Sicurezza
Sanità, Firenze lancia la campagna acquisti
L’allarme di Fontanelli (Pd): «Centralizzazione fiorentina a scapito della costa» Previsti ingenti investimenti su Careggi: fanno gola le eccellenze di Cisanello
PISA. Una calamita che attira risorse e professionalità anche e soprattutto dalla costa.
Il passaggio del chirurgo oculistico Stanislao Rizzo da Cisanello a Careggi è un segnale che conferma la “campagna acquisti” fiorentina ormai in atto per rilanciare la sanità del capoluogo regionale. Ingenti investimenti sono stati programmati su Careggi (45 assunzioni per il reparto che andrà a dirigere Rizzo, ndr). Una tendenza che apre scenari già visti nell’ambito di trasporti e opere pubbliche: «Che sia in corso un processo di centralizzazione dei grandi servizi a Firenze e di ridimensionamento delle altre realtà toscane? La domanda sorge spontanea guardando a ciò che sta accadendo in sanità e per quanto riguarda gli aeroporti». È la riflessione affidata al suo blog dall’onorevole Paolo Fontanelli (Pd) prendendo spunto dalla notizia dell’addio a Cisanello del chirurgo Stanislao Rizzo per approdare a Careggi. E all’orizzonte si profilano altri addii eccellenti sul fronte dei camici bianchi.
Scelte politiche. Per Fontanelli il problema è serio. «Certo senza l'accordo con i singoli professionisti operazioni come questa non sarebbero possibili – ammette –. Però contano anche, e molto, le scelte che si fanno sul piano di chi governa la sanità regionale e quella locale. Da un po' di tempo sento dire, talvolta anche con esempi e cifre concreti, che l'ospedale di Pisa sta perdendo in modo significativo presenze di pazienti che vengono da fuori provincia o da fuori Regione. Ciò dipende in gran parte dalla qualità e dal livello di eccellenza dell'offerta sanitaria. Il polo sanitario pisano è cresciuto in sinergia con l'Università e i centri di ricerca proprio grazie ad alcune eccellenze e ad un buon livello di investimenti in persone, strumentazioni e strutture. Il progetto del nuovo ospedale a Cisanello nasce e si sviluppa su questa linea, in un contesto regionale che aveva individuato tre poli di eccellenza (Firenze, Pisa e Siena). Per diversi anni gli operatori del sistema sanitario pisano sono stati orgogliosi e fortemente impegnati e responsabilizzati in questo progetto. Ora sembra che le cose abbiano preso un senso diverso. La sensazione che si avverte parlando con loro è quella di una scelta che va decisamente privilegiando il polo fiorentino. Careggi, appunto».
Mobilità sanitaria. Un recente studio elaborato dal Sole 24 Ore colloca Pisa al secondo posto in Toscana, dopo Arezzo, per capacità di attrarre pazienti da fuori regione. Di fatto, considerando i molti pazienti aretini che se ne vanno altrove al contrario dei pisani, il conto finale vede Cisanello come leader toscano e ottavo a livello nazionale: quasi un paziente su cinque che viene dimesso dai reparti proviene da fuori regione. Careggi è alle spalle dell’Aoup.
I numeri. L’ospedale fiorentino schiera intorno a 5.600 dipendenti, tra ospedalieri e universitari, contro i circa 5mila di Cisanello. I posti letto di Careggi sono intorno ai 1.500 e quelli pisani, con il nuovo presidio, oscilleranno tra 1350 e 1.500. I ricoveri a Cisanello sfiorano quota 65mila (di cui il 48 per cento per alta e media specializzazione con il 56 per cento di operazioni) contro i 55mila ordinari di Careggi.
Dibattito aperto. Per l’ex sindaco il tema della centralizzazione dei grandi servizi su Firenze a scapito del resto della Toscana va affrontato al più presto. E cita come esempi la nascita della città metropolitana, la scelta di dare priorità allo sviluppo di Peretola e agli impegni finora disattesi o rimandati per il potenziamento dell'asse stradale e ferroviario della costa.
«Quello che serve è un esame puntuale, attuale e futuro, dell'uso e della destinazione delle risorse pubbliche disponibili – conclude –. L'auspicio è che sia possibile farlo in vista delle elezioni regionali e del programma per i prossimi cinque anni e in un quadro di confronto e discussione aperto e coinvolgente».
Pietro Barghigiani
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