Proteste
«Aggredita per ucciderla» Marito sotto processo
Giudizio immediato per il vigilante che colpì la moglie alla gola con un taglierino La coppia si stava separando. L’episodio avvenne in un vialetto del Santa Chiara
PISA. Processo “celere” per Daniele Sodi, l’addetto al servizio di portierato che la mattina del 17 marzo scorso ferì alla gola con un trincetto la moglie da cui si stava separando.
Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha chiesto il giudizio immediato sicuro dell’evidenza delle prove a carico del 48enne, collaboratore della Athena di Prato e in servizio in un’azienda di Livorno, nei confronti del quale viene contestato il tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione.
Quando il gip riceverà la richiesta fisserà l’udienza del processo che potrà essere affrontato dall’imputato ricorrendo al rito abbreviato davanti al gup. In assenza di riti alternativi si aprirà il dibattimento davanti al collegio.
Movente e sequenza dei fatti sono ormai definiti dalla Procura che ha chiuso le indagini e chiesto il processo saltando l’udienza preliminare.
Secondo l’accusa Sodi, in carcere da quasi sei mesi, avrebbe affrontato la moglie con l’intenzione di ucciderla.
L’episodio avvenne intorno alle 8 di lunedì 17 marzo in un vialetto dell’ospedale Santa Chiara dove la donna prestava servizio come dipendente della Sodexo.
Il racconto della moglie e le immagini riprese dalla videosorveglianza sono elementi più che sufficienti per la Procura per andare al giudizio immediato.
I due si parlano per qualche secondo e poi Sodi estrae il taglierino e con un colpo secco sferra il fendente alla gola della donna. È lui poi che chiama il 118 e la polizia facendosi trovare sul posto senza liberarsi dell’arma.
«Voleva uccidermi» confermò agli investigatori della polizia la 44enne che, dopo alcuni giorni di degenza a Cisanello venne dimessa con un taglio sotto il mento.
Per la Procura la richiesta di incontrarsi avanzata da Sodi alla moglie altro non era che un pretesto per poterla aggredire. E il fatto che l’uomo che avesse comprato il taglierino poco prima di presentarsi all’appuntamento è un passaggio cruciale che ha spinto la Procura a contestare la premeditazione.
Sodi da qualche tempo era tornato a vivere da solo lasciando la casa familiare in via Sicilia.
Qualche giorno prima in una telefonata alla donna aveva minacciato di uccidersi se non fossero tornati insieme.
La moglie aveva avvertito i carabinieri che erano andati nell’abitazione dell’imputato sequestrandogli una pistola che Sodi deteneva regolarmente per uso sportivo. Un presagio di quello che poi andò in scena la mattina del 17 marzo.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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