Il Tirreno

Pisa

Pochi autobus di Ctt da domani è a rischio il trasporto scolastico

di Danilo Renzullo
Pochi autobus di Ctt da domani è a rischio il trasporto scolastico

I sindacati proclamano lo stato d’agitazione: l’azienda potrebbe non essere in grado di garantire tutte le corse

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PISA. Carenza di autobus e mezzi insicuri: quello di domani potrebbe essere un lunedì nero. Con l'inizio dell'anno scolastico, la Ctt Nord, l'azienda di trasporto pubblico locale delle province di Pisa, Lucca e Livorno, potrebbe non riuscire a garantire tutte le corse. I sindacati lanciano l'allarme e proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori: un'azione che porterà, nelle prossime settimane, ad indire nuovi scioperi e, di conseguenza, altri disagi per gli utenti.

«Le situazioni che si stanno determinando ci costringono a percorrere questa strada – sottolineano in una nota le segreterie provinciali di Pisa della Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal -. Lunedì (domani, ndr) apriranno le scuole e la Ctt Nord applicherà il servizio invernale. Con l'entrata in vigore di questo servizio, nel solo territorio dell'area pisana, mancheranno dai 16 ai 20 autobus (su circa 80 totali) e altrettanti nel resto della provincia. Dei pochi mezzi che saranno disponibili per effettuare il servizio, diversi sono al limite della sicurezza e, nonostante le nostre denunce, l'azienda non ha fatto nulla per rendere efficienti gli autobus, che hanno un'anzianità media di 16 anni».

Alla base dei problemi, che si protraggono ormai da mesi, una concomitanza di fattori. «I pezzi di ricambio sono scarsi e poco reperibili (diversi fornitori hanno degli insoluti di alcuni mesi) – accusano i sindacati -, l'organizzazione del settore della manutenzione è inefficiente e non consente agli addetti di operare in condizioni ottimali».

Inoltre, secondo i sindacati, «l'amministrazione provinciale non ha rispettato quanto concordato per far rientrare i ritardi con cui viaggiano alcune linee extraurbane, mentre sul territorio comunale, da quando l'amministrazione ha pedonalizzato via Santa Maria, la navetta “E” e la linea 4 sono costrette a deviazioni di percorso con tempi non più idonei a far rispettare gli orari». «Le responsabilità di questo stato di cose sono da attribuirsi alla Ctt Nord, che dimostra incapacità manageriale e indifferenza», accusano i sindacati, che puntano il dito anche contro le istituzioni locali: «Hanno gravi responsabilità per le scelte fatte nell'affidare il servizio a certi personaggi che tutto sanno fare tranne che gli amministratori». Per Filt, Fit e Faisa «il presidente della Provincia e i sindaci del territorio sono i maggiori responsabili».

«Hanno permesso – proseguono le organizzazioni sindacali - che ai lavoratori della ex Cpt venissero ridotti gli stipendi e peggiorate le condizioni di lavoro, solo perché hanno ascoltato le sirene di chi ha promesso che così facendo avrebbero risparmiato nelle spese di gestione. Risultato? Bilancio in passivo di 4,6 milioni di euro, a fronte dell'attivo di bilancio che tutti gli anni la Cpt produceva; autobus insufficienti, inefficienti, vetusti e altamente inquinanti; utenti in netta diminuzione; vistoso calo degli introiti da titoli di viaggio e blocco del turn-over, con il conseguente azzeramento delle assunzioni. È inaccettabile – concludono i sindacati - che l'unica azienda che negli anni scorsi garantiva 30-40 assunzioni all'anno non assuma più e che magari faccia da serbatoio agli esuberi che esistono nelle altre province che fanno capo alla Ctt Nord».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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