Il dolore
Per la sicurezza del Serchio oltre otto milioni e mezzo
Enrico Rossi, presidente della Regione, ha fatto il punto sui finanziamenti «Ai primi tre progetti ne seguiranno altri cinque per il sostegno degli argini»
VECCHIANO. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, venerdì sera si è recato a Vecchiano dove, insieme al sindaco, Giancarlo Lunardi, ha fatto il punto sui finanziamenti e lo stato dei lavori che riguardano il rafforzamento degli argini del Serchio dopo la devastante alluvione del Natale 2009.
Fino ad ora, i finanziamenti sono stati di 3 milioni e 100mila euro a cui si aggiungeranno altri 5 milioni e mezzo per cinque interventi che dovranno essere programmati. In tutto, sammontano a 8 milioni e 600mila euro i finanzimenti regionali. «E siamo intenzionati a investire - ha affermato il governatore Rossi - complessivamente ancora 50 milioni l’anno sul sistema idrogeologico della regione».
I primi 3 milioni e 100mila sono stati utilizzati per il consolidamento degli argini in tre progetti distinti: a Pappiana (dove l’intervento è terminato), ad Avane dove è quasi terminato, mentre deve ancora partire a Nodica.
«Gli altri 5 milioni e mezzo rientrano nell’accordo Stato–Regione di cui non ero commissario - ha spiegato ancora il governatore - ma dopo l’accordo nazionale ho assunto l’incarico di commissario straordinario per l’attuazione di questi accordo finalizzati alla sicurezza idrogeologica del suolo. Finanziamenti che saranno utilizzati per realizzare cinque progetti di cui quattro sul territorio di Vecchiano e il quinto a Sant’Andrea nel territorio di San Giuliano. Come si può ben vedere, la Regione non sta ferma».
All’incontro era presente anche il sindaco Lunardi il quale ha precisato che di questi quattro progetti, due dovrebbero partire entro l’anno e gli altri due successivamente. «Un progetto è già ultimato e prevede la realizzazione di una scogliera fra il ponte di Pontasserchio e l’abitato di San Frediano», ha detto Lunardi.
Al sindaco, abbiamo chiesto cosa prevede il progetto su Nodica che deve ancora partire. «Si tratta di mettere in sicurezza un tratto precedente a quello dove il 25 dicembre del 2009 si verificò la rottura dell’argine del Serchio. Poiché siamo in presenza di un centro abitato, gli argini non possono essere allargati pertanto verranno inserite delle palancole a protezione dell’argine e del centro abitato. In pratica, si tratta di barriere in acciaio che saranno posizionate a ridosso dell’argine. Si prevede che il cantiere possa aprire a giorni».
«Riteniamo la messa in sicurezza del sistema idrogeologico fondamentale - ha concluso il governatore Rossi -. Un lavoro che deve essere costante e soprattutto gli enti attuatori devono essere in grado di fare la loro parte».
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