Sicurezza
Careggi “scippa” a Pisa il super primario Rizzo
Dal primo novembre il chirurgo andrà a dirigere il reparto di oculistica «Nessun problema con la città, accetto una sfida professionale affascinante»
PISA. Dagli aerei alla salute. Firenze sgomita non solo sul traffico nei cieli con l’obiettivo di dotare Peretola di una pista da 2.400 metri in concorrenza con il Galilei. Il capoluogo toscano, rivitalizzato nella grandeur dall’ascesa di Matteo Renzi al governo, fa “shopping” anche nella sanità. E lo fa sfilando una delle eccellenze, tra le tante, che l’azienda ospedaliera può vantare a livello internazionale.
Dal primo novembre il dirigente dell’unità operativa di chirurgia oftalmica, Stanislao Rizzo (lascia l’Aoup dopo circa vent’anni di attività), diventerà il nuovo primario di un super reparto oculistico in via di allestimento a Careggi. Le forze messe in campo dall’Azienda ospedaliera fiorentina danno il senso di quanto vogliono davvero fare sul serio.
L'azienda assumerà 20 infermieri e 25 operatori socio sanitari. Non solo. Accogliendo la richiesta del chirurgo, a Careggi arriveranno anche tre medici esclusivamente a supporto della sua attività libero professionale intramoenia, che non può essere svolta con l'attuale organico di oculisti del reparto.
Professore, dopo l’aeroporto il duello Pisa-Firenze si sposta sulla sanità?
«Non è così. Torno in una città dove sono nato professionalmente. Nel capoluogo mi sono laureato e specializzato. A Pisa sto benissimo, il rapporto è fantastico. Ho avuto tanti dubbi prima di accettare. Non è stata una scelta di ripiego perché magari Pisa non mi offriva quello che ho avuto e che fino ad adesso è stato più che sufficiente. È una scelta di vita. Come si dice, chiudo il cerchio. Il dualismo è una stupidaggine. Nel nostro campo non ci deve essere. Curiamo gente che ha problemi. Riceviamo pazienti da tutta Italia. Dobbiamo solo curare le persone nel miglior modo possibile».
Careggi vuole sfidare Pisa?
«Non vedo sfide tra aziende sanitarie abbastanza vicine. Diciamo che Careggi sentiva la mancanza di un chirurgo oculistico e ha chiamato me. Mi hanno offerto un buon piano di sviluppo, molto affascinante. Hanno fatto un reparto nuovo come quello che avevo a Pisa».
Compresa la libera professione?
«Ho chiesto delle garanzie per lavorare bene e per creare intorno a me una struttura abbastanza agile e motivata per fare il lavoro che sto facendo a Pisa. Nessun tipo di contrapposizione tra aziende. È solo il naturale evolversi delle cose. Mi piace tornare a Firenze perché lo considero il punto di partenza della mia carriera».
Non avere una cattedra di ruolo a Pisa ha pesato nella sua scelta?
«Assolutamente no. C’era già stata una chiamata dell’università per professore straordinario. Non è quello il motivo. Ripeto, si tratta di una scelta di vita professionale, una nuova sfida. Alla mia età mi sono detto: “Ora o mai più”. Il progetto è molto affascinante».
Resterà una collaborazione con Pisa?
«Penso proprio di sì. Ho tanti pazienti di Firenze e di Pisa. La collaborazione sarà piena. A Careggi mi porto dietro qualche giovane, ragazzi cresciuti con me».
Come l’ha presa il direttore generale dell’Aoup, Carlo Tomassini?
«Al dottor Tomassini devo tanto. È stato il primo a conoscere la mia decisione. L’unità operativa di Pisa per qualche tempo sarà retta da un mio collaboratore in attesa del nuovo dirigente».
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