Il Tirreno

Pisa

In città il centesimo luogo dedicato a Nicholas Green

Domani la cerimonia con il papà del bimbo diventato il simbolo delle donazioni «Il sacrificio di mio figlio ha contribuito a rendere il mondo un posto migliore»

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PISA. Un colpo di pistola in testa. Un attimo di follia omicida che annientò la vita di un bambino e per quelle misteriose dinamiche del destino lo trasformò in un’icona di solidarietà. Si chiamava Nicholas Green, californiano, 7 anni. Il primo ottobre 1994 venne ucciso per sbaglio sulla Salerno-Reggio Calabria in un tentativo di rapina compiuto da due balordi che pensavano di assaltare un’auto carica di gioielli. Il “bersaglio” era una Y10 guidata da Reginald Green in vacanza in Italia con la moglie e i due figli. I genitori autorizzarono la donazione degli organi e delle cornee che andarono a sette italiani molto malati, quattro dei quali adolescenti. Quel giorno Nicholas diventa un simbolo e con la sua morte nell’arco di 20 anni tanti hanno potuto allungare la propria vita.

Reginald Green inaugurerà domani a Pisa il suo viaggio in Italia che durerà fino al 25 settembre. Ricorderà il figlio (la famiglia è impegnata in una fondazione che si occupa di trapiantati e su questa storia è stato girato il film "Il dono di Nicholas"), ma soprattutto tornerà a dare voce alla sua missione, quella delle donazioni di organi. Domani sarà presente in via Pera all’inaugurazione del “Giardino di Nicholas Green” alla foresteria Pellicano raggiungendo quota 100 tra i luoghi dedicati a quell’angelo volato in cielo.

«Ogni volta che ricevo una mail dall'Italia che mostra un bambino in una scuola o in uno dei parchi 'Nicholas Green' il mio cuore ha un sussulto – spiega Reginald –. Spero che le persone che vi si recano pensino occasionalmente a quel bambino che ha contribuito a rendere il mondo un posto migliore».

Il luogo scelto ha la sua forza simbolica. La foresteria è una struttura dell’azienda ospedaliera che accoglie persone in lista di attesa, trapiantati e i loro familiari. Ci saranno il sindaco, Marco Filippeschi, il professor Franco Filipponi, direttore di chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell'Aou Pisana e il professor Ugo Boggi, direttore di chirurgia generale e trapianti nell'uremico e nel diabetico dell'azienda ospedaliera universitaria pisana.

Sabato mister Green sarà a Bientina: alle 12 riceverà una targa in consiglio comunale e alle 15 allo stadio comunale, terrà un discorso alla presenza delle scuole calcio dei bambini, prima della "Partita del cuore… e non solo", triangolare di calcio fra nazionale italiana calcio trapiantati, la Donor dream team.

Il gesto d’amore dei genitori non solo commosse una nazione, ma ebbe un effetto di positivo contagio.

«I tassi della donazione – ricorda ancora Reginald Green – schizzarono verso l'alto immediatamente dopo la morte di Nicholas e sono cresciuti notevolmente nei successivi dieci anni, triplicandosi in tale lasso di tempo e salvando letteralmente migliaia di vite. L'aumento in Italia è stato più elevato rispetto a qualsiasi altra nazione. La storia di un bambino ha cambiato il modo di pensare di milioni di persone. Anche così, però, quasi ogni giorno, qualcuno che è in lista d'attesa in Italia muore a causa della mancanza di organi. Ricordando alle persone il potere che hanno di salvare la vita di altre famiglie, noi speriamo che chiunque debba affrontare questa decisione sarà più propenso a dire sì».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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