Toscana
Estate, pioggia record Un luglio brutto così non si ricorda dal 1917
Secondo alcune statistiche, ad estati piene di precipitazioni corrispondono autunni in cui l’Arno è a rischio esondazione
PISA. Nessuno può azzardare previsioni in tal senso, ma le statistiche dicono che tre delle quattro estati più piovose dal 1917 ad oggi sono state seguite da altrettante piene dell’Arno. E la stagione 2014 – analizzando i dati pubblicati dal Servizio idrologico regionale – risulta la quinta più bagnata degli ultimi 97 anni, con un luglio da record (183,2 millimetri di pioggia).
Il primato storico appartiene al trimestre giugno - agosto 1966. È l’anno del tragico 4 novembre: il giorno della devastante esondazione di Firenze e del crollo, a Pisa, di ponte Solferino. L’estate precedente, in particolare agosto, furono caratterizzati da piogge eccezionali con 348,1 millimetri di acqua caduti al suolo, di cui 255,6 solo il 21 agosto (un aneddoto: il giorno precedente nacque l’ex premier Enrico Letta). Scorrendo la classifica pluviometrica troviamo lo stesso trimestre del 2010, con 15 giorni temporaleschi su 92 e 323,2 mm di precipitazioni. Terzo gradino del podio per il 1975: in questo caso, e speriamo sia di buon auspicio, a parte i nubifragi in alta stagione non si ricordano piene da record.
Non si può dire lo stesso del ’92, quando il 21 e il 31 ottobre l’acqua arrivò fin quasi alle spallette dell’Arno, dove furono installate le paratie. E nell’estate precedente si registrarono 233 mm di precipitazioni, di cui oltre la metà a giugno. Infine arriviamo al 31 gennaio 2014: fiume vicino al limite, paratie sulle spallette e rischio esondazione. Ma a differenza del ’66 lo Scolmatore ha funzionato e l’esondazione è stata scongiurata.
Onde evitare allarmismi inutili, è bene precisare che non c’è nessuna correlazione scientifica fra estati piovose e piene autunnali. Come spiegano i meteorologi da noi contattati, mancano studi approfonditi e statistiche di più ampia portata, ma non le ipotesi. «Corrispondenze scientifiche non ve ne sono – spiega l’esperto Lorenzo Catania, che per Il Tirreno cura un blog sulla meteorologia – e l’unica idea che mi viene in mente, in presenza di un’estate molto piovosa e di un caldo ritardato, è il rischio di un maggior contrasto fra i venti dell’Artico, che generalmente arrivano fra ottobre e novembre, e la maggior umidità della zona, che può dar luogo a fenomeni temporaleschi più forti».
Per Francesco Bracci – esperto pisano in forza al portale 3bmeteo.com – «bisognerebbe prima capire se nel ‘66, nel ‘92 e nel 2010 si sia verificata una configurazione meteorologica generale simile a quella di quest’estate». «In questo caso – spiega Bracci – il fenomeno diverrebbe spiegabile, ma al momento non possiamo neanche escludere che si tratti di una fluttuazione statistica». Dal Lamma Toscana e dal Servizio idrologico regionale si limitano a confermare che «non esistono studi sulla ciclicità del clima pisano», come conferma anche Antonio Sanò, direttore de Ilmeteo.it, che ha però una sua ipotesi su ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi. «A un’estate piovosa generalmente corrisponde un autunno piovoso – spiega il meteorologo – e la mutazione climatica di quest’estate può comportare importanti cambiamenti a livello globale».
Il direttore del sito web Ilmeteo.it premette che «se, anziché dal 1917, vi fossero dati molto più antecedenti, questo fenomeno potrebbe trovare una più concreta spiegazione». Al momento, quindi, si possono fare solo delle ipotesi. «Finché la mutazione climatica è in atto – conclude Sanò – ci dobbiamo aspettare anomalie anche nell’arco dei prossimi mesi. A Pisa, come del resto in tutta la Toscana, potrebbero verificarsi delle alluvioni lampo o delle nevicate eccezionali (come nel 2010 nda), seguite magari da un periodo estremamente siccitoso». In ogni caso – come concordano gli esperti – per le previsioni attendibili c’è ancora tempo.
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