Atti falsificati, ma notule vere geometra finisce sotto processo
Il professionista è stato anche cancellato dall’ordine. L’accusa: clienti ingannati sull’iter delle pratiche Impugnato il provvedimento disciplinare. L’avvocato: senza contraddittorio violati i diritti della difesa
PISA. Un processo per falso ideologico, ma anche la cancellazione dall’ordine professionale. Non solo. Ci sono altre denunce sul tavolo della Procura presentate da privati che ritengono di aver subìto un danno dal comportamento del professionista a cui si erano affidati.
Sono svariati i fronti spigolosi sui quali si è ritrova il geometra Sergio Barsotti, 57 anni, nato a Cascina e residente a Pisa.
Il processo. Il pm Antonio Giaconi con una citazione diretta gli contesta il falso ideologico commesso in atti amministrativi. L’udienza davanti al giudice monocratico si terrà entro la fine dell’anno. Fa il paio con l’azione giudiziaria il provvedimento adottato dal consiglio di disciplina dal collegio dei geometri pisano che ha disposto la cancellazione di Barsotti. Raggiunto dal Tirreno il professionista risponde: «Ho fatto già ricorso al consiglio nazionale dell’ordine e in quella sede spiegherò le mie ragioni».
Le contestazioni. Le accuse che hanno portato il geometra a giudizio e fuori, in prima istanza, dal proprio ordine professionale, riguardano una serie di rapporti con i clienti che alla fine si sono tradotti in denunce. Le contestazioni sono quelle di aver preso soldi sotto forma di onorari e spese vive per portare avanti pratiche che alla prova dei fatti restavano ferme. Stando alla Procura avrebbe, quindi, intascato soldi rassicurando a parole e con atti ritenuti falsificati che le pratiche procedevano senza intoppi quando poi niente di tutto questo corrispondeva a verità. I documenti, che per l’accusa erano stati modificati a uso e consumo del professionista per dimostrare l’attività svolta, solo sulla carta a favore dei clienti, hanno iniziato a circolare anche negli uffici comunali. In alcuni casi l’atto al centro della disputa legale riportava timbri e sigle di Palazzo Gambacorti.
Quando negli uffici tecnici se ne sono accorti sono partite le segnalazioni alla magistratura. E anche al collegio dei geometri un privato ha presentato un esposto lamentando un danno ingente per la condotta del professionista che, secondo l’accusa, incassava le notule, ma senza portare avanti le pratiche dissimulando con atti falsificati la sua inerzia.
La difesa. Il provvedimento disciplinare della cancellazione è stato impugnato dall’avvocato Vinicio Orsitto per chiederne la revoca e la sospensione. Scrive il legale: «I motivi di doglianza di cui al citato ricorso, rappresentano e contestano, in sintesi, lo sviluppo di un procedimento disciplinare sommario, senza nessuna possibilità di instaurazione di un seppur minimo, contraddittorio, fra le parti e, senza, la concessione, alla difesa, della possibilità (esplicitamente richiesta) di poter procedere, per tempo al deposito di documentazione, che, dato il periodo (agosto) non poteva essere agevole recuperare per tempo, ma che avrebbe dimostrato lo sviluppo e la esecuzione del mandato professionale, cosa che poi è stata fatta in fase di appello».
«Diritti violati». Secondo l’avvocato «è stato violato ampiamente, il diritto e la possibilità di difesa. Tutta la procedura è stata sviluppata fra la fine del mese di luglio e quella del mese di agosto 2014. È da mettere in evidenza l’esistenza di una eventuale "pregiudiziale penale", se ed in quanto esistente, avrebbe dovuto operare, a favore dell'imputato, con le dovute presunzioni, sino a giudizio definitivo. Si potrà dire che tale pregiudiziale, e la conseguente presunzione, non opera, necessariamente nel procedimento disciplinare, ma pur essendo esistente, non è stata neppure presa in considerazione, dal collegio giudicante provinciale che, avrebbe comunque dovuto prendere una qualsivoglia decisione sulla questione, specie in ordine alla eventuale sospensione del giudizio disciplinare».
Pietro Barghigiani
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