Il Tirreno

Pisa

caso a palazzo gambacorti

Stop del segretario comunale salta l’operazione Villa Madrè

di Danilo Renzullo

PISA. L’operazione “Villa Madré” è già finita. Doveva essere un progetto innovativo. Invece si ferma, forse definitivamente, dopo la bocciatura decisa dal segretario generale del Comune, Angela...

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PISA. L’operazione “Villa Madré” è già finita. Doveva essere un progetto innovativo. Invece si ferma, forse definitivamente, dopo la bocciatura decisa dal segretario generale del Comune, Angela Nobile. Sulla base di questo parere, infatti, «il dirigente delle politiche abitative ha emesso un provvedimento con cui chiede ad Apes di revocare il contratto per la gestione di Villa Madrè», conferma l’amministrazione comunale. Un contratto da 140mila euro l’anno (circa la metà a carico dell’Ardsu, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario) stipulato con Condotte Immobiliare, società proprietaria dell’immobile di viale delle Cascine, la struttura turistico-ricettiva privata (mai diventata tale) presa in affitto da Apes per destinarla all’emergenza abitativa e agli studenti universitari attraverso un accordo con l’Ardsu.

Ma perché c’è stato questo stop? In un atto dello scorso 4 agosto a firma di Angela Nobile, si osserva che «non sussistono i presupposti e le condizioni legittimanti per la stipula del contratto», suggerendo «la risoluzione consensuale o la dichiarazione, in via giudiziale, di nullità per illiceità (se non addirittura inesistenza) della causa». Secondo il parere del segretario generale, Apes non avrebbe potuto stipulare un contratto di locazione in quanto l’immobile è a destinazione turistico-ricettiva e non residenziale. Inoltre, come si legge nell’atto, non avrebbe potuto stipularlo per una durata di 4 anni (automaticamente rinnovabile) in quanto gli interventi per l’emergenza abitativa non possono superare i 60 giorni. Altro elemento: Villa Madrè «non può dirsi esistente», si legge ancora nel parere di Angela Nobile, «non avendo mai presentato la segnalazione certificata di inizio attività».

Da Palazzo Gambacorti arriva comunque una difesa “politica” dell’operazione: «La gestione di Villa Madré da parte di Apes è stata considerata un’ottima opportunità per dare risposte all’emergenza abitativa e agli studenti. L’occasione era sembrata positiva anche per il fatto che potevamo dare risposte sociali utilizzando ad un prezzo basso appartamenti che altrimenti sarebbero rimasti inutilizzati». Tra le righe anche l’auspicio di un ripensamento: «Gli indirizzi politici ampiamente discussi e condivisi nelle commissioni consiliari e nei consigli comunali sono ampiamente noti, siamo fiduciosi che con il necessario contributo tecnico si possano mettere in pratica nell’interesse della città e di chi ha più bisogno». Il contratto con l’Ardsu viene meno. E cosa succede ora alle sei famiglie già ospitate nella struttura? Dal Comune assicurano: «Le soluzioni alternative sono state trovate, nessuno rimarrà per strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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