Sicurezza
Pd, Mazzeo boccia le primarie: «Ci sono già le preferenze»
PISA. Niente primarie e niente listino, si punta tutto sulle preferenze. Nel dibattito intorno (e interno) alle modalità di scelta dei candidati alle prossime elezioni regionali del Partito...
PISA. Niente primarie e niente listino, si punta tutto sulle preferenze. Nel dibattito intorno (e interno) alle modalità di scelta dei candidati alle prossime elezioni regionali del Partito democratico il doppio paletto viene dall’alto.
È Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd e renziano di ferro, che chiude alla consultazione interna: «Se ne parla all’interno del partito – ammette Mazzeo – ma voglio riportare un dato: i candidati di 5 anni fa erano meno dei candidabili a questo giro. Che senso ha fare le primarie? Anche perché – argomenta – nella nuova legge elettorale abbiamo inserito le preferenze e questo permette una selezione la più democratica possibile. Su questo argomento la direzione regionale del partito si è espressa chiaramente». Il riferimento è alla direzione del primo agosto quando venne bocciato un documento presentato da una minoranza in cui si chiedeva la modifica della legge elettorale. Due i punti contestati: la presenza del mini-listino (tre candidature regionali extra collegio) e le soglie di sbarramento (5% per le liste singole, 3% se presentate in coalizione).
La strada maestra delle preferenze è confermata ancora da Mazzeo: «In quell’occasione già confermammo di non volerci avvalere del listino e lo ribadiamo nuovamente. Io stesso se fossi candidato lo rifiuterei: l’ho sempre combattuto e resto coerente». Ciò che Mazzeo non può dire, ma che è confermato da più parti, è che il suo è proprio uno dei nomi che circola con più insistenza per la candidatura. Nella corrente renziana la situazione è magmatica. Le ultime indiscrezioni parlano della ricerca di un candidato forte da opporre al binomio Nocchi-Ferrucci che potrebbe egemonizzare il voto. Per i fedelissimi del premier il rischio è alto ma grande è anche l’opportunità. Il rischio è quello di non avere un rappresentante pisano in regione ma c’è anche la chance di imporsi con un candidato capace di attrarre anche le altre animo del partito (cuperliani e lettiani su tutti).
Ecco perché oltre a Mazzeo e Massimiliano Sonetti (quello dell’ex vice sindaco di Pontedera è l’altro nome dato tra i papabili), nei prossimi mesi potrebbero esserci grandi sorprese.
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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