Il Tirreno

Pisa

Lavoro, l’ex capo Br denuncia da scrittore ricatti e sfruttamenti

Invitato dai Cobas, Curcio presenta un suo libro al Battichiodi Buscemi (Pdl): «Vergogna, terroristi responsabili di omicidi»

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PISA. Uno dei fondatori delle Brigate Rosse sarà a Pisa per presentare uno dei suoi ultimi libri.

Renato Curcio, ormai uomo libero dopo aver scontato venti dei trenta anni a cui era stato condannato, sarà lunedì 15 settembre alle 17,30, al circolo Battichiodi nell'omonima via (traversa di via San Francesco) su invito dei Cobas pisani.

È la seconda tappa in provincia dopo quella alla Festa Rossa di Perignano prima di Ferragosto che innescò polemiche, soprattutto dal centrodestra, per l’opportunità di offrire ribalte pubbliche a uno dei padri del terrorismo. Riccardo Buscemi, consigliere comunale del Pdl, ribadisce il proprio no: «È una vergogna. Curcio è il fondatore mai pentito delle Brigate Rosse, il gruppo terrorista protagonista degli anni di piombo in Italia, responsabile dell’assassinio di poliziotti, carabinieri, giornalisti, sindacalisti, giudici, dirigenti dello Stato, politici e statisti».

L’ex capo delle Br illustrerà “Il mal di lavoro”, uno dei suoi lavori più recenti (l'ultimo è “Il pane e il lavoro” sull'inquinamento nella città di Brindisi).

«Lo scambio tra salute e lavoro è il risultato di uno dei tanti compromessi storici che ha barattato la salute pubblica con un lavoro sottopagato e nocivo per la nostra salute, un baratto che è alla base della sconfitta sindacale e politica degli ultimi 40 anni – spiega Federico Giusti della confederazione Cobas pisana –. Negli anni passati, il ricatto padronale di chiudere i siti produttivi nocivi per la salute gettando sul lastrico gli operai e le loro famiglie è stato vincente, il ricatto occupazionale ha determinato non solo la supina accettazione della nocività e della devastazione ambientale da parte dei sindacati confederali ma dalle stesse istituzioni locali che per conservare i siti produttivi non hanno pensato alla salute pubblica e al loro stesso territorio contaminato in certi casi irreparabilmente».

La presentazione di questo lavoro da parte dell’ex capo delle Brigate Rosse è il risultato di una inchiesta avviata nei centri commerciali, nelle ditte, nelle cooperative e in qualche ufficio pubblico, una discussione sul lavoro di oggi che ha come protagonisti i lavoratori e le lavoratrici «sempre più sfruttate e sotto costante ricatto di perdere il posto» sottolinea la confederazione Cobas.

Curcio, 73 anni, è stato l'ideologo e uno dei fondatori delle Brigate Rosse. Venne catturato per la prima volta nel 1974. Cinque mesi dopo un commando lo liberò dal carcere e tornò in clandestinità. Venne arrestato di nuovo nel gennaio 1976 a Milano e ha passato oltre vent'anni in carcere. È stato condannato a 30 anni. Nel 1997 ha ottenuto la semilibertà e dal 1998 è un uomo libero.

Vive in provincia di Cuneo, sposato, padre di una figlia. Si occupa da tempo di editoria e saggistica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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