Il dolore
«Utenze Eni ed Enel ignote, difficile la messa in sicurezza»
PISA. «L’unico intervento atto ad impedire in modo certo il ripetersi dei fenomeni di occupazione abusiva dell’area sarebbe la almeno parziale demolizione del muro, che risulta però impossibile per...
PISA. «L’unico intervento atto ad impedire in modo certo il ripetersi dei fenomeni di occupazione abusiva dell’area sarebbe la almeno parziale demolizione del muro, che risulta però impossibile per la presenza degli impianti di luce e gas, che non è in potere della nostra assistita manomettere o dislocare altrove».
Così l’avvocato Pietro Gustinucci, legale della Porta a Mare Srl interviene dopo il crollo del solaio del rudere di via di Viaccia.
L’avvocato ha scritto al Comune per mettere in evidenza l’impossibilità del suo cliente di poter garantire la sicurezza dell’ex fornace Donati così come imposto da un’ordinanza di Palazzo Gambacorti.
«La proprietà, non conoscendo chi sia il soggetto titolare degli impianti di luce e gas presenti sul muro in oggetto, non è nelle condizioni di provvedere alle attività indicate nell’ordinanza – prosegue il legale –. Né il Comune, né Eni Spa hanno dato riscontro alla comunicazione del 28 maggio 2014 con la quale, rappresentati i profili di criticità e confermando la propria disponibilità ad eseguire i necessari sopralluoghi, si chiedeva che “al fine di poter pianificare l’esecuzione sulle aree suindicate degli interventi del caso, è a richiedere ai soggetti in indirizzo, ciascuno per quanto di specifica competenza, di chiarire quale sia la proprietà/titolarità delle suindicate tubazioni e linee elettriche, chi sia il soggetto responsabile della loro gestione e manutenzione, con quali tempi e modalità si provvederà alla loro rimozione”. Enel Distribuzione Spa ha dato un mero riscontro interlocutorio, richiedendo tra l’altro, quale condizione per poter effettuare un primo sopralluogo, copia della concessione edilizia relativa alle aree interessate dagli interventi, che la nostra assistita non è in alcun modo in grado di fornire». Il professionista ribadisce che senza la demolizione del muro, stante la natura dei luoghi, «ogni altra struttura provvisionale non appare atta ad impedire in modo certo l’accessibilità da parte di terzi e non vi è quindi alcun tecnico, tra quelli contattati dalla nostra assistita, che sia disposto a rendere la dichiarazione richiesta da codesta amministrazione». Porta a Mare Srl chiede per l’ennesima volta di sapere da Eni, Enel e Comune «di chi sia la proprietà/titolarità delle suindicate tubazioni e linee elettriche, chi sia il soggetto responsabile delta loro gestione e manutenzione» per dare seguito all’ordinanza.
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