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Pisa

Telecom, assunto l’80% dei partecipanti al master

Telecom, assunto l’80% dei partecipanti al master

Funziona il corso di studi nato dalla collaborazione con la Scuola Sant’Anna Al via la seconda edizione con una lezione del responsabile innovazione e ricerca

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PISA. L’80% dei partecipanti alla scorsa edizione del master è stato assunto da Telecom Italia. Con questa buona notizia ieri sono stati accolti alla Scuola Superiore Sant’Anna i 16 nuovi studenti che frequenteranno l’edizione 2014 del master di secondo livello “Smart solutions - Smart communities”. La cerimonia d’apertura si è tenuta nella scuola d’eccellenza pisana e hanno partecipato i rappresentanti sia dell’istituto universitario che del colosso delle telecomunicazioni, poiché il master, diretto dal professor Piero Castoldi e giunto alla seconda edizione, rientra nell’ambito di una partnership consolidata tra i due enti.

Gli studenti sono stati selezionati tra i giovani talenti laureati di ingegneria e le lezioni sono del tutto finanziate da Telecom Italia; questo è un segnale importate, come spiega Gian Paolo Balboni, responsabile del Future center dell’ex monopolista: «La storia ci ha insegnato che il numero degli assunti è altissimo» e quindi conviene investire per reclutare i migliori.

Telecom Italia a Pisa ha già finanziato 7 PhD in passato e ne ha altri quattro in corso: ogni triennale costa circa 65mila euro, ma l’obiettivo congiunto dell’azienda di telecomunicazioni e della Scuola Sant’Anna è lavorare per ottenere fondi europei grazie a progetti di ricerca sempre più complessi.

Nella lezione inaugurale in inglese Felice Fulvio Faraci, responsabile della divisione Open innovation research di Telecom, ha spiegato la sua idea di smart city e ha diviso in tre ambiti lo sviluppo di una città intelligente: funzioni di base, socialità e attrattiva. Poi ha calato l’esempio sulla realtà di Pisa, dicendo che la nostra città è «perfect» nei primi due, ma sconta come tutte le altre italiane il fatto di appartenere al sistema nazionale: manca infatti l’elemento che fa muovere l’inerzia delle cose rispetto all’evolversi del business.

Insomma, l’Italia come l’Europa tutta (con l’eccezione di Berlino, caso di studio evocato) non è un posto facile in cui investire. Eppure Telecom ha scelto Pisa, evidenzia Faraci, per il livello altissimo che si riscontra nel network ambientale e di persone.

Pierdomenico Perata, rettore dell’istituto d’eccellenza, ritiene «strategica per la Scuola Superiore Sant’Anna la partnership con Telecom Italia»: questo nuovo modello di collaborazione è «in grado di rilanciare e di trasformare i rapporti tra il mondo dell’industria e quelli della ricerca e della didattica universitaria, promuovendo il trasferimento di conoscenze del mondo “accademico” verso utilizzi in campo industriale». Il punto centrale dell’intesa è credere nei giovani: pochi giorni fa Mario Di Loreto, direttore People Value di Telecom Italia, ha spiegato che «sapere e innovazione si possono coniugare solo a condizione di dare adeguato spazio e fiducia alle nuove leve. Come molte imprese di grandi dimensioni che operano nel mercato italiano, anche la nostra ha una necessità oramai strutturale di percorrere la strada del ricambio generazionale che implica anche nuova valorizzazione del patrimonio di competenze più mature al nostro interno».

Numerose lezioni previste dal programma didattico del Master si terranno al “Joint Open Lab”, laboratorio attivato da Telecom Italia presso la Scuola Sant’Anna, dove l’azienda di telecomunicazioni ha già inserito sei suoi ricercatori e pensa di arrivare a dieci entro breve tempo. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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