Il dolore
Quattrocento firme contro cave e frane ma il Comune tace
Glauco Sbragia, consigliere comunale di Rinnovamento «I siti dismessi punteggiano il territorio e vanno risanati»
VECCHIANO. Continuano a far discutere, nella polemica, le cave, in particolare quella del Legnaio.
«Appare sinceramente non accettabile che, a fronte di una petizione popolare firmata in pochi giorni da circa quattrocento cittadini (a dimostrazione dell’impellente necessità di risolvere i problemi) e inoltrata al sindaco fin dall’8 maggio scorso, da palazzo comunale non sia giunta una risposta».
Glauco Sbragia, consigliere comunale di Rinnovamento, solleva il caso. Intanto ricorda che le cave di calcare erano otto al momento della chiusura delle ultime, avvenuta circa venti anni fa, mentre altre erano già state dismesse per ragioni diverse. Nell’800, e fino al primo dopoguerra, hanno dato da vivere a numerose famiglie: molti cavatori e i navicellai che portavano con l’alzaio prima e la vela dopo le pietre a Viareggio.
La prima cava, di San Frediano, risale ai tempi del Granduca di Toscana, che utilizzava le pietre per la propria fattoria di Vecchiano.
Nel secondo dopoguerra con l’escavazione selvaggia dei mezzi meccanici, le cave hanno deturpato le colline creando complicazioni per le polveri, con pericoli alla circolazione in conseguenza dei camion che percorrevano le strade.
Rimarca Sbragia: «Niente hanno fatto le varie amministrazioni comunali, che si sono succedute dopo la chiusura delle ultime cave. Oggi sono evidenti e certificate dalla relazione dello studio geologico Tetide le situazioni di pericoli di crolli di materiale stabile e di cadute per chi si avventura sulla sommità o nelle vicinanze. Assistiamo alla rovina del paesaggio, a uno schiaffo all’ambiente, a siti pieni di discariche abusive».
Si afferma che c’è stata una serie di grosse spese di denaro pubblico. La prefettura per telefono, tramite un funzionario, ha comunicato che i lavori per la liberazione di una strada in prima linea dovrebbero iniziare.
Sbragia ha presentato una interrogazione urgente, con richiesta di risposta scritta, relativa alla frana di via dei Salcetti.
Il leader di Rinnovamento si rivolge al sindaco Giancarlo Lunardi per conoscere che cosa succederà e se possa essere confermata la notizia che consentirebbe risparmi notevoli.
Nello specifico per la frana delle cave abbandonate, compresa la cava del Legnaio, è già stato speso molto per la messa in sicurezza dell’area: una cifra tra i 250mila e i 300mila euro.
«Ora - scrive Sbragia nella sua interrogazione - è stata preventivata una ulteriore spesa di circa 450mila euro per completare l’opera con finanziamento pare dalla Regione Toscana».
Il fatto nuovo: «Risulta che una società confinante con la frana avrebbe proposto al Comune l’asportazione sic e simpliciter del materiale di risulta a proprie spese e senza alcun sconto per il Comune, oltre alla liberazione di via dei Salcetti, attenendosi integralmente al progetto esecutivo adottato dal Comune ed effettuando tutti gli interventi contenuti nel progetto, sotto la supervisione e direzione dello stesso Comune di Vecchiano. Questo fatto cambierebbe completamente la situazione economica a oggi conosciuta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
