Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa, niente resti nelle cisterne del deposito

di Pietro Barghigiani
Caso Ragusa, niente resti nelle cisterne del deposito

Senza esito i controlli a Titignano nell’area indicata nella segnalazione in Procura Il testimone Gozi racconta di essere minacciato e di uno strano incidente d’auto

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PISA. Niente da fare. Anche le cisterne del vecchio deposito dell’aeronautica di Titignano si sono rivelate estranee al caso Ragusa nonostante fossero state indicate, nella girandola di veggenti e presunti conoscitori di segreti di corto respiro, come uno dei luoghi in cui i resti della donna scomparsa da oltre due anni e mezzo potevano essere stati occultati. I carabinieri hanno voluto approfondire pure questo spunto, fornito da un esposto anonimo, come quello che dava il cimitero di Orzignano tra i posti in cui cercare le spoglie di Roberta Ragusa. In Procura era arrivata una lettera con un disegno. Una mappa raffazzonata con i percorsi da seguire. Ma i controlli dei militari hanno avuto come unica utilità quella di rimuovere quintali di macerie abbandonate.

Nel caso che dalla notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 ha accumulato più domande che certezze, resta aperto il fronte giudiziario con quella che dovrebbe essere l’imminente notifica dell’avviso di chiusura delle indagini al marito dell’imprenditrice di via Dini a Gello scomparsa nel nulla. Nei confronti di Antonio Logli la Procura intende procedere per omicidio volontario e distruzione e occultamento di cadavere. Il padre Valdemaro e la nuova compagna Sara Calzolaio, indagati in passato come atto tecnico per poter analizzare le rispettive auto, sono destinati a uscire dall’inchiesta.

I tempi per l’avviso di chiusura delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio non sono passaggi dalle date perentorie. Si è parlato di fine settembre per la notifica del 415 bis ed entro la metà di ottobre per la fissazione dell’udienza davanti al gup per discutere la richiesta di rinvio a giudizio. Termini che potrebbero slittare. Il legale di Logli, l’avvocato Roberto Cavani ha già annunciato che avrà bisogno di molto più tempo rispetto ai 20 giorni concessi dalla legge dopo l’avviso di chiusura dell’inchiesta all’indagato per presentare eventuali memorie difensive. La ponderosa mole di documenti richiederà ben più di tre settimane di studio anche perché non tutti gli atti al momento sono in possesso della difesa. Manca soprattutto la relazione del reparto crimini violenti del Ros che, in linea con il dossier dei carabinieri pisani, articola e approfondisce anche nell’aspetto psicologico le tesi colpevoliste nei riguardi di Logli.

Si riprende la scena, infine, soprattutto televisiva Loris Gozi, il 37enne giostraio che sostiene di aver visto Logli due volte tra le 00,30 e le una di quella notte prima da solo e poi litigare con una donna in via Gigli. Sul proprio profilo Facebook, oltre a denunciare un misterioso tamponamento in auto in cui è rimasta ferita una sua figlia, ha postato copia di una lettera anonima e offensiva nei suoi confronti e la denuncia fatta ai carabinieri. Nella lettera l’anonimo scrive anche «continua che la tua tomba è già pronta». Lunedì e ieri Gozi ha preso parte alla trasmissione “Pomeriggio Cinque” durante la quale è stata diffusa un’altra missiva senza mittente nella quale si sostiene che Roberta sia in un’intercapedine del cimitero di Orzignano. Ma anche il legale di Gozi, l’avvocato Antonio Cozza si mostra scettico sull’attendibilità di una segnalazione già annullata dai carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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