Dalla movida alla beneficenza, casa di riposo “inondata” di birra
Un migliaio di bottiglie sono state regalate dai vigili urbani all’istituto Padre Agostino di Marina di Pisa dopo che erano state requisite in centro
PISA. Dovevano dare “carburante” alla movida notturna. Ora vengono servite sui tavoli della casa di riposo Padre Agostino di Marina di Pisa. Destinazioni diverse e opposte per quelle birre requisite in quantità industriale dai vigili urbani nei ripetuti blitz contro gli eccessi alcolici in centro. Dallo sballo alla beneficenza via sequestro.
Magari quelle bottiglie non verranno scolate alla goccia come si dice nel gergo di chi è pratico del mestiere di bevitore, ma di sicuro sono apprezzate dagli ospiti del centro per anziani. La fornitura imprevista è arrivata grazie alla polizia municipale. Almeno un migliaio di bottiglie, frutto di una decimazione di massa nel corso dei controlli in centro, dopo uno stoccaggio nei magazzini hanno preso un’altra via. Una resurrezione a costo zero per i futuri utilizzatori finali della bevanda che a nonnine e nonnini viene somministrata in modiche quantità. Tra secchi e carrelli, un’antologia delle più prestigiose marche in commercio è rimasta in attesa di assegnazione nei garage di via Battisti. Dalla Peroni alla Moretti con l’aggiunta di Becks, Tuborg, Tennents, Bud e Ichnusa dopo il sequestro ai venditori abusivi sono finite nella dispensa della casa di riposo. «In caso di sequestro di beni deperibili la scelta è di darli in beneficenza – spiega Paolo Migliorini, vicecomandante della polizia municipale -. Le birre sono l’esempio più evidente. Quando c’è un sequestro penale di borse, orologi e capi di abbigliamento contraffatti aspettiamo il dissequestro della Procura per liberarcene. In assenza di disposizioni facciamo noi un’istanza ad hoc e poi portiamo tutto all’inceneritore di Ospedaletto. C’è una parte che viene selezionata e recuperata e un’altra che finisce bruciata». Per i sequestri amministrativi i tempi sono più celeri. Gli ombrelli, soprattutto, sono una merce utile da girare a enti di beneficenza che possono averne bisogno. L’ultimo sequestro riguarda un camioncino carico di fiori e piante recise. «Pensiamo di donare il tutto a un convento o a una o parrocchia per fare addobbi floreali» aggiunge Migliorini che stima di riempire il magazzino di beni sequestrati già entro la fine dell’anno.(p.b.)
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