Attenzione
Straordinari non pagati in Comune
PISA. Forza Italia e Cobas all’attacco della giunta per il mancato pagamento degli straordinari ai lavoratori del Giugno Pisano. Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Gambacorti,...
PISA. Forza Italia e Cobas all’attacco della giunta per il mancato pagamento degli straordinari ai lavoratori del Giugno Pisano. Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Gambacorti, scrive: «Ancora una volta non si pagano subito i lavoratori del Giugno Pisano? Non ci posso credere! Per questo ho ritenuto opportuno promuovere un question time per smentire una voce che gira in queste ore tra i dipendenti, creando sconforto e delusione. Sono certo che mi si risponderà che queste voci non corrispondono al vero. Se fossero vere sarebbe gravissimo, anche perché a questo punto dovremmo capire cosa hanno coperto gli sponsor e cosa ha coperto l'amministrazione comunale, in termini di spesa».
I Cobas rincarano la dose: «Ie dipendenti comunali impegnati nel Giugno Pisano e nelle manifestazioni storiche sembra che non percepiranno gli straordinari perché il dirigente del settore avrebbe sforato il tetto di ore assegnato dalla direzione del personale. Non è la prima volta che ciò accade (eppure basterebbe monitorare le ore ogni settimana) e dimostra quanto sia carente (a dir poco) la programmazione dei fabbisogni. Sovente i dirigenti si prestano ad operazioni atte a garantire il massimo risparmio senza prima preoccuparsi di garantire i servizi e di rispettare le regole vigenti nella pubblica amministrazione, chiedendo ai lavoratori prestazioni prima ancora di avere appurato la compatibilità delle stesse con i bilanci comunali. Il mancato pagamento del personale, se confermato, dimostrerebbe che l'amministrazione comunale va avanti ormai a colpi di spot e di immagine e la sua macchina organizzativa e gestionale viene volutamente affossata per spianare la strada alle privatizzazioni».
«Operazioni immobiliari come quelle della Sesta Porta - proseguono i Cobas - si stanno dimostrando un flop, tanto è vero che il Comune potrebbe vendere a costi ridotti (incapaci di compensare le spese per l'acquisto e la ristrutturazione dell'edificio) il palazzo di via Facchini solo per tappare la voragine debitoria determinata con l'incauta costruzione dell'edificio di via Battisti».
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