Il Tirreno

Pisa

al circolo old west

«Senza slot meno soldi ma tanta serenità in più»

di Luciano Bartalini
«Senza slot meno soldi ma tanta serenità in più»

SAN GIULIANO. Un gioco è bello quando dura poco, figuriamoci quando sconfina nella dipendenza. «Coscienza, etica, moralità possono condizionare fortemente la scelta di privarsi delle macchinette, ma...

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SAN GIULIANO. Un gioco è bello quando dura poco, figuriamoci quando sconfina nella dipendenza.

«Coscienza, etica, moralità possono condizionare fortemente la scelta di privarsi delle macchinette, ma ciò che fa la differenza è il peso della responsabilità, quello che senti salirti dentro quando l’ennesimo cliente depredato se ne va salutandoti con garbo distaccato quanto anonimo come se niente fosse accaduto».

Paolo Palla, da undici anni tra le mura del Circolo Arci “Old West” di Gello, non tergiversa nell’analizzare un fenomeno che conosce molto da vicino per i sei anni trascorsi in passato in una azienda che distribuiva videolottery in buona parte della costa Toscana.

«Al circolo - continua Paolo Palla - erano tre le slot tolte in maniera definitiva due anni e mezzo fa». Una scelta condivisa anche dall’attuale presidente, Fernanda Santos e dall’altro gestore Alessio Palla nonostante le ovvie ripercussioni a livello economico. Molto dipende dalla clientela ma difficilmente una slot procura meno di quattrocento euro al mese arrivando anche a mille e più se gestita in un ambiente isolato, senza contare le consumazioni associate in fase di gioco.

«Da noi – aggiunge Palla – i giocatori incalliti si contavano sulle dita di una mano, ma qualcuno si sedeva alle 22 e si alzava solo al rumore della saracinesca che si abbassava per l’orario di chiusura».

Per lo più soggetti attirati dal guadagno facile e con situazioni alle spalle non certo floride, al punto da chiedere anche un prestito quando capitava di lasciare anche più di 300 euro in quelle sere da dimenticare.

«Un giocatore – sostiene ancora Palla – non si ricorda delle volte che perde, ma solo di quelle in cui vince e che vuole rivivere ad ogni costo. A qualcuno ho fatto dei prestiti per complessivi 800 euro che, ovviamente, non ho più recuperato, nonostante telefonate e lettere spedite a più riprese, visto che, una volta tolte le slot, i giocatori si sono dileguati. Altri aspetti negativi legati alla gestione delle macchinette sono i tre furti subiti in quattro anni e il richiamo di una clientela non proprio in linea con lo spirito associativo del circolo. Tutti aspetti che hanno ulteriormente rafforzato la nostra intenzione di voltare definitivamente pagina. Di sicuro ora incassiamo meno, ma ne abbiamo guadagnato in serenità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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