Il Tirreno

Pisa

Pulisci la piazza e versi meno tasse

di Luca Lunedì
Pulisci la piazza e versi meno tasse

Lo Sblocca Italia offre questa possibilità, il Comune cerca di capire come sfruttarla al meglio

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PISA. Se contribuisci a migliorare la tua città, il Comune ti premia abbassandoti le tasse. Un “do ut des” elementare quanto rivoluzionario, un meccanismo di compensazione che mette, per una volta, i cittadini e lo Stato sullo stesso piano, a trattare da pari a pari. La grande innovazione è nascosta nelle pieghe della bozza del decreto “Sblocca Italia” e potrebbe aprire scenari fino ad ora impensabili per il decoro della città. Il Comune di Pisa ci pensa, i comitati di cittadini sono aperti alla novità ma stanno a guardare.

Entriamo nel dettaglio. Lo Sblocca Italia è il decreto che, nelle intenzioni del Governo, conterrà tutte le misure ritenute più urgenti e necessarie per rilanciare l’economia del Paese. Si va dall’apertura di nuovi cantieri alla realizzazione di opere pubbliche, dalla digitalizzazione del Paese alla ripresa delle attività produttive. Secondo il premier Renzi l’elettroshock che serve.

Licenziato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 29 agosto, tuttavia non è ancora approdato in Gazzetta Ufficiale anche se i suoi contenuti sono stati già resi pubblici. All’articolo 26, sotto il titolo “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”, troviamo le poche righe che potrebbero interessare Pisa: i Comuni possono concedere l’esonero del pagamento delle tasse comunali a chi presenta un progetto di riqualificazione del territorio.

I privati. Ma chi sono i cittadini che, rimboccandosi le maniche, possono accedere alla procedura? Secondo il testo del decreto: «Comunità di cittadini, enti no profit e rappresentanze di categorie». Quindi comitati di quartiere, associazioni temporanee di commercianti, tutti quei soggetti, insomma, che hanno interesse a che una determinata porzione di città possa migliorare nell’aspetto.

Cosa. Quali sono le opere che questi soggetti possono mettere in atto? «Le opere di riqualificazione possono andare dalla pulizia (per esempio della piazza, nda), alla manutenzione e all’abbellimento delle aree verdi fino alla collocazione di elementi di arredo urbano o la realizzazione di eventi».

Tradotto: i commercianti che affacciano sulla piazza che comprano e mantengono a loro spese alcune fioriere o che tengono puliti i muri tinteggiandoli.

Le tasse. Il testo del decreto parla astrattamente di tributi comunali che per i cittadini può essere la Tasi (tassa sui servizi indivisibili), ma che per un’associazione di commercianti può essere il suolo pubblico.

Il Comune. È sufficiente una delibera di giunta per avviare il procedimento e spetta ancora al Comune decidere quali sono gli interventi ammessi, in quale misura concedere lo sconto (il testo parla di esonero) e quali imposte scontare.

Da palazzo Gambacorti si dicono favorevoli all’idea in linea di massima, anche se aspettano di saperne qualcosa di più.

«Il provvedimento è troppo recente – commenta l’assessore al bilancio Andrea Serfogli – per poter esprimere un giudizio definitivo, certo è che a determinate condizioni potremmo farlo. È una norma che andrà analizzata una volta che diverrà ufficiale, ma nel merito l’apporto dei cittadini alle opere di manutenzione spicciola può sollevare l’amministrazione da alcune incombenze e contribuire a migliorare l’aspetto della città».

Se nel merito il giudizio è positivo, meno è sul metodo: «È certo – continua Serfogli – che ancora una volta il governo scarica sulle amministrazioni comunali il peso di interventi che avrebbero bisogno di sostegno economico maggiore. Tornando a questa norma: uno sconto sulle tasse comunali vuol dire meno risorse per interventi strutturali».

L’ultimo paragrafo del decreto viene in aiuto mettendo dei paletti: «L’esonero deve riferirsi ad un periodo limitato di tempo per fronteggiare con l’intervento sussidiario le temporanee criticità del servizio pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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