Il Tirreno

Pisa

Prende a pugni la moglie davanti ai figli: arrestato

di Pietro Barghigiani
Prende a pugni la moglie davanti ai figli: arrestato

Il marito le aveva anche bruciato i vestiti in un campo dopo averla malmenata La polizia ha interrotto il pestaggio grazie alla telefonata di un familiare

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PISA. Prima le botte e non erano certo una novità. Poi i vestiti bruciati in un gesto estremo di disprezzo. È stato uno dei sei figli della coppia a chiamare la polizia per salvare la mamma dall'ennesima aggressione di un marito abituato a gestire i rapporti familiari con la violenza.

Una breve fuga ha solo ritardato di qualche minuto l'arresto di Arif Seferovic, 55 anni, bosniaco, considerato il capo della comunità rom di Putignano.

Il fermo è avvenuto venerdì sera da parte degli agenti di una volante invocata da uno dei figli della coppia. I poliziotti hanno trovato la donna stesa a terra e sotto choc.

Il sostituto procuratore di turno, Paola Rizzo ha disposto la custodia in carcere per il rom in attesa della convalida del fermo.

L'accusa è di maltrattamenti in famiglia. Nello specifico ai danni della moglie.

La polizia già conosceva quali eccessi scandissero l'inferno di una vita di coppia che anche in provincia di Nuoro, dopo che i due, con i sei figli e i numerosi nipoti, si erano trasferiti in passato. Le liti erano la regola. E per Arif anche gli arresti per furto hanno accompagnato il suo soggiorno nell'isola.

Qualche mese fa, dopo aver abbandonato il campo nomadi di Pratosardo nel Nuorese, la famiglia era arrivata a Pisa. Per gli inquirenti lo sbarco in continente avrebbe dovuto dare una svolta positiva al ménage familiare. Le cose sono andate in modo molto diverso.

Sono continuate le vessazioni, le botte, gli insulti e i ferimenti da parte del marito contro la donna.

Su due episodi di questo tipo, avvenuti ad agosto, stava indagando la Squadra Mobile, impegnata nelle ricerche della donna che nel frattempo, cacciata di casa dall'uomo dopo l'ennesima lite, aveva trovato rifugio temporaneo nella suo Paese d'origine, la Bosnia.

L'anteprima dell'assalto concluso con l'arresto è andata in scena venerdì pomeriggio.

La moglie era appena rientrata in Italia dal suo breve esilio e ad attenderla nell'accampamento di via Fiorentina c'era Arif Seferovic.

Le tensioni sono state subito immediate. Il culmine è arrivato verso le 22 quando alla centrale operativa del 113 è arrivata la telefonata di uno dei figli che ha riferito del diverbio violento tra i genitori.

La sala operativa della questura, conoscendo la situazione delicata della famiglia, ha inviato subito una volante.

Nel frattempo sono arrivati anche i vigili del fuoco per il piccolo rogo appiccato da Arif a buona parte dei vestiti della moglie.

Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato la donna a terra, dolorante per i colpi ricevuti e in stato di choc. Accanto c'erano i sei figli mentre, a fianco della loro roulotte, dei vestiti erano stati appena bruciati dal marito.

Sono stati i figli a indicare ai poliziotti la via di fuga del padre verso la golena dell'Arno. L'inseguimento a piedi, al buio, in mezzo ai campi lungo il fiume, si è concluso con il placcaggio dell'uomo, pronto a mimetizzarsi tra la vegetazione. Lui è stato portato al Don Bosco. La moglie in ospedale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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