Sicurezza
Non solo nautica, dopo Ikea atteso anche McDonald’s
L’insediamento della multinazionale del mobile ha acceso i riflettori sull’area Bandecchi (Cna): «Contatti con aziende del settore delle energie rinnovabili»
PISA. Prima di Ikea e dopo Ikea. Evidente, per la darsena pisana, lo spartiacque rappresentato dallo sbarco della multinazionale del mobile nell’area alle porte della città. Non solo nautica, dunque. Anche se la svolta verso un’identità da area industriale a tutto tondo era già cominciata, con esperienza soprattutto negli ambiti della logistica e della green economy.
Grandi brand. È chiaro però che l’arrivo di Ikea ha accelerato il processo. Quasi di fronte al negozio svedese è in costruzione, da parte del gruppo Panchetti, un immobile destinato ad attività commerciali. La posizione è un forte motivo di attrazione. Ma quali marchi sono pronti ad insediarsi? Inutile fare domande in giro, la consegna del silenzio è rigida. Ma giova ricordare le voci già circolate, e non smentite, di un interesse per la zona delle due principali multinazionali del fast food: McDonald’s e Burger King. Le indiscrezioni in particolare sembrano convergere sulla prima, con possibile apertura entro l’estate 2015 e un piano occupazionale in cui sarebbero previsti circa 30 posti di lavoro.
Altri comparti. La diversificazione delle attività però è più ampia. «Stiamo cercando di portare nell’area aziende del settore delle energie rinnovabili, le trattative in corso», svela Maurizio Bandecchi, presidente del consorzio “I Navicelli”, l’insediamento produttivo nella darsena dedicato alla cantieristica che aderisce alla Cna. L’insediamento del consorzio è di 70mila mq in cui sorgono lotti produttivi per un totale di 36mila mq (20mila al coperto). L’area era stata inaugurata nel marzo 2010, in piena crisi economica, con un investimento di 30 milioni di euro. I capannoni destinati alla nautica sono dunque pronti ad accogliere altre realtà produttive.
Le strutture. Ma la speranza resta legata alla ripresa del settore nautico. Anche per Bandecchi è soprattutto «l’apertura dell’Incile a rappresentare una prospettiva in più. La “nostra” nautica è legata ai destini di tutto il settore. Qualche segnale c’è. Certo che nuove e diverse politiche sulla fiscalità, a livello nazionale, potrebbero darci una bella mano». Ma il settore è fermo o no? «Interesse c’è. Se ci sarà una ripresa della nautica, come tutti speriamo, la certezza è che l’area produttiva dei Navicelli ha le carte in regola per agganciarsi». Da dove deriva questa fiducia di Bandecchi? «Grazie alla logistica e alla vicinanza con le maggiori infrastrutture, dall’autostrada al porto, Pisa è messa meglio di altri territori».
Sport e turismo. Non è però la sola attività extra. Perché il canale, già utilizzato per competizioni e allenamenti di canottaggio (in inverno è utilizzato anche da atleti esteri), sta cercando di affermarsi nel settore turistico. «Cercheremo di potenziare il rapporto con le società che hanno le navi da crociera nel porto di Livorno», annuncia Caridi. La scorsa primavera erano state inaugurate le gite dei turisti sul canale. (f.l.)
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