Sicurezza
Navicelli a galla con gli armatori esteri
Vari cantieri hanno in costruzione yacht di 50 metri. Nell’apertura dell’Incile riposte tante speranze di rilancio del mercato
PISA. Dal piano superiore dell’edificio fatto a onda, sede della Navicelli Spa, si scorge un buon pezzo di darsena pisana. Le finestre aperte lasciano entrare i rumori del cantiere di fronte, quello di Pisa Superyacht e Mec-Carpensalda. Nome che già svela quanto si intravede: uno yacht da 50 metri in lavorazione. Se di recente sull’area è soprattutto lo store Ikea che ha fatto accendere i riflettori, resta la nautica il settore storico. Meglio: la nautica di lusso, con i grandi yacht costruiti nei capannoni lungo il canale, dalle porte di Pisa fino allo sbocco nello Scolmatore.
Armatori stranieri. Ma da qui la crisi economica non passa? «No, la crisi c’è», mette le mani avanti Giovandomenico Caridi, amministratore unico della società pubblica che gestisce l’area. Con un però. «Pur con l’economia ferma - aggiunge infatti - riusciamo a mantenerci perché ci sono imprenditori che continuano a lavorare con l’estero. E noi in questi anni ci siamo impegnati perché l’area potenziasse servizi e strutture». Qualche numero: in totale i brand presenti sono oltre 25, per un’occupazione di oltre mille persone e un giro d’affari stimato in 160 milioni di euro.
Mega-yacht. Gli esempi non mancano. Nella porzione del consorzio Navicelli, Overmarine - che produce il marchio Mangusta e che storicamente ha la sua base a Viareggio - vi ha trasferito un altro polo produttivo dopo quello in zona Ikea. E c’è anche Gin, azienda di impiantistica e refitting. Nautica Lupi, importante nome del mondo dei gommoni, è tornata nell’area. Nell’ex sito Fashion Yacht, si sono unite in un’Ati Mec-Carpensalda e Pisa Superyacht. Da Mec-Carpensalda, che lavora anche per i Cantieri Sanlorenzo, sono in uscita per Benetti le strutture in acciaio di due imbarcazioni di 45 e 47 metri. Mentre Pisa Superyacht, partner Benetti, ha in fase avanzata un 50 metri che uscirà completo. Discorso simile per il Cantiere Rossi.
I nodi. La crisi si fa sentire semmai sullo sviluppo. Sulla sponda nei pressi di Ikea, dove ci sono Codecasa, Overmarine e Sevens Stars (in forte crescita), 2 macro-lotti su 5 sono al palo. E dei 12 micro-lotti ne è attivo uno. Poi ci sono le crisi aziendali. La Società Navale Pisa, dove lavora una quindicina di persone, ha visto omologata la procedura concorsuale e ora ci sono interessamenti per rilevarla. E gli storici Cantieri Navali Pisa, coinvolti nella crisi Baglietto? «Il tribunale si è espresso», dice Caridi, e questo porterebbe alla cessione al gruppo franco-cinese Union Strong Marine. «Si aspetta che l’iter si concluda. C’è stato un incontro sul piano industriale. Aspettiamo gli eventi, fiduciosi in una soluzione che possa permettere di riprendere quanto prima la produzione».
L’Incile. Ora si guarda con grandi speranze ai lavori per l’Incile (il collegamento con l’Arno) appena cominciati. «Un’opera fondamentale - spiega Caridi - che può riaprire il mercato nautico dentro il sistema pressoché unico di grande porto che lega Boccadarno all’insieme di rimessaggi lungo l’Arno». Un tratto di canale che porta all’Incile è stato scavato, resta da sistemare il secondo. «L’Incile sarà una conquista, Ikea ci ha dato visibilità. Ora sono tre i filoni da seguire: infrastrutture, ricerca e marketing. L’obiettivo è attrarre e portare investitori. Il mio mandato scade nel 2016. Mi piacerebbe che per allora tutte le infrastrutture fossero pronte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
