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cantieri navali codecasa

«Le difficoltà ci sono noi rispondiamo così»

«Le difficoltà ci sono noi rispondiamo così»

PISA. «Se ci sono segnali di ripresa? Qualcosa si muove, ma direi assai timidamente». Chi parla è David Morelli, manager dello stabilimento Codecasa sui Navicelli. Per i non addetti, il grande...

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PISA. «Se ci sono segnali di ripresa? Qualcosa si muove, ma direi assai timidamente». Chi parla è David Morelli, manager dello stabilimento Codecasa sui Navicelli. Per i non addetti, il grande capannone è uno della sequenza tutta blu (insieme a Overmarine e Seven Stars) che porta al blu più noto, quello di Ikea. I Cantieri Navali Codecasa Spa, nati a Viareggio nel lontano 1825 ad opera del maestro d’ascia Giovanni Battista Codecasa, rappresentano una realtà di assoluto rilievo nell’ambito dell’industria nautica di lusso: sono conosciuti in tutto il mondo per la costruzione di motoryacht in acciaio e lega leggera dai 30 ai 70 metri. La struttura ai Navicelli, aperta dal 2011, è il sito produttivo più recente del gruppo Cantieri Navali Codecasa.

Morelli, come valuta la situazione e come si muove Codecasa in tempi di crisi?

«Stiamo lavorando, ma si consideri che la nostra è una realtà particolare. L’azienda produce anche senza committenti sul momento. Prepariamo l’imbarcazione per poi essere pronti a una vendita in tempi ristretti».

Cosa c’è ora nei vostri capannoni ai Navicelli?

«Un 43 metri della serie Vintage che sarà pronto per la stagione 2016. E poi un 50 metri, sempre della serie Vintage: quanto prima lo trasferiremo a Viareggio per il completamento. Questo dovrà essere consegnato per la stagione 2015. Una buona mole di lavoro E sono in corso le prime trattative per la vendita».

Da dove arrivano gli interessamenti?

«Dall’estero, mentre in generale l’Italia è piuttosto ferma».

Tutto considerato, vi ritenete quindi soddisfatti?

«Sì, e ci avviamo a mettere mano ad un 65 metri da presentare al mercato. Inoltre svolgiamo servizi invernali di refitting post-vendita (restauri totali o parziali) per i nostri clienti».

Da Viareggio avete trasferito parte della produzione nel sito dei Navicelli nel 2011: cosa pensa della darsena pisana?

«Ha enormi potenzialità e un solo vincolo nella navigabilità del canale per la presenza di ponti e chiuse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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