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Pane e bombe, la liberazione rivissuta al Bastione Sangallo

Pane e bombe, la liberazione rivissuta al Bastione Sangallo

PISA. Dopo il grande successo di “Pane e bombe 2014 - Memory sharing” di domenica scorsa, quando oltre trecento persone hanno seguito e assistito in bici, a piedi o a bordo di un trenino il film...

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PISA. Dopo il grande successo di “Pane e bombe 2014 - Memory sharing” di domenica scorsa, quando oltre trecento persone hanno seguito e assistito in bici, a piedi o a bordo di un trenino il film itinerante di Lorenzo Garzella, Nicola Trabucco e Domenico Zazzara proiettato dalla “cine-bicicletta” in occasione del settantunesimo anniversario del bombardamento di Pisa, l'associazione culturale “Acquario della memoria” chiude con un'altra straordinaria affermazione la due giorni di “memoria”. Martedì scorso, giorno del settantesimo anniversario della Liberazione della città, circa trecento persone hanno partecipato al doppio evento - letture e istallazioni audio-video -, organizzato dall'Associazione presso il Bastione Sangallo. Nell'edificio che durante la Seconda Guerra mondiale ospitò migliaia di pisani che cercavano di sfuggire ai bombardamenti aerei, Federico Guerri, scrittore ed autore teatrale della compagnia Arsenale delle Apparizioni (Ada), con la lettura del testo “L'uomo che salvò la Torre e altre storie” ha fatto rivivere l'incredibile storia di Leon Weckstein, l'ufficiale dell'esercito americano che non diede l'ordine alle navi da guerra attraccate a Bocca d'Arno di abbattere la Torre. Con ironia e passione, Guerri ha catapultato l'attento pubblico in un viaggio di 55 minuti, raccontando attimo dopo attimo come il campanile più famoso del mondo è riuscito a sopravvivere all'avanzata dell'esercito alleato, preoccupato da un possibile assembramento di cecchini tedeschi sulla Torre.

L'attenta interpretazione di Guerri è stata arricchita dalla proiezione della video-testimonianza del sergente Weckstein, raccolta pochi giorni fa nella sua casa di Los Angeles, che ha ricordato quelle otto, lunghissime ore di appostamento per osservare, insieme ad un radiofonista che doveva comunicare alle navi dove indirizzare i cannoni, quella «cosa grossa e meravigliosa», come l'ha definita l'ex soldato dell'esercito americano, e scorgere l'eventuale presenza e movimenti di nazisti. Nei locali del Bastione, l'installazione “Bomba libera Pisa”, un percorso di proiezioni, testimonianze, filmati d'archivio, diari privati e sperimentazioni visive curato da Garzella e dall'Acquario della memoria, ha inoltre ripercorso la terribile estate del 1944 a Pisa, fino alla Liberazione del 2 settembre.(d.r.)

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