Il dolore
Nonna insultata e presa a bastonate
La polizia mette fine a un anno di sevizie con l’arresto del nipote dell’anziana costretta a dare al giovane la sua pensione
PISA. Arrabbiato con il mondo, ma violento solo verso l’anziana nonna, malferma sulle gambe, che lo aveva accolto in casa dopo che la mamma lo aveva allontanato proprio per le sua indole aggressiva.
Per un anno la donna ha dovuto subire le angherie, a volte degenerate in autentico sadismo, di quel nipote 23enne a cui voleva comunque bene e al quale aveva aperto le porte della sua abitazione. Il “ringraziamento” è andato avanti per quasi un anno a suon di botte e sevizie, anche con un coltello.
L’arrestato. Il giovane viveva alle spalle della nonna. Le prendeva con la forza i soldi della pensione per procurarsi droga e alcol.
L’inferno è finito all’alba quando gli agenti della squadra mobile hanno arrestato Andrea Gnesi, nessuna occupazione, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate e continuate. Sul profilo Facebook alla voce professione l’arrestato ha scritto “Lavora presso: non fare un c....”. Slogan efficace per chiarire volontà e aspettative del giovane.
L’ordinanza di custodia in carcere è stata chiesta dal sostituto procuratore Lydia Pagnini e firmata dal gip, Giuseppe Laghezza.
Botte, sputi e insulti. Il calvario della nonna è iniziato quasi subito nella primavera del 2013 quando ha fatto entrare in casa il nipote che per le continue lite con la mamma era stato messo alla porta. Un tipo arrabbiato con tutti e per tutto, Andrea Gnesi con qualche inciampo giudiziario per rapina e stupefacenti. Un carattere che definire problematico è un eufemismo. «L’avvocato per difenderlo bene dovrebbe chiedere una perizia psichiatrica» è il commento di un investigatore.
Gnesi non lavora. I soldi, pochi ma sicuri, arrivano solo dalla nonna che lo ospita garantendogli un tetto e un piatto in tavola più volte al giorno. Gli scatti d’ira sono quotidiani. Non solo per ottenere le banconote per soddisfare i suoi vizi. È sufficiente una pietanza che non gli va a genio per alzare le mani sull’anziana che capisce subito in quale mare di guai è finita. Ma l’amore per il nipote prevale sulla dignità della persona. E i mesi passano. Un supplizio a cadenza giornaliera scandito da minacce di morte, calci, pugni, sputi, insulti irripetibili e di una crudeltà inaudita.
Picchiata con un bastone. Nell’ordinanza di custodia cautelare viene sottolineato che la nonna è stata più volte anche picchiata nel sonno dal nipote pronto a impugnare il bastone usato dalla donna per camminare per colpirla senza motivo.
La denuncia. L’escalation di violenze domestiche è stata fermata in tempo dalla polizia. È stato l’episodio più grave - il ferimento con un coltello da cucina - a indurre la nonna a prendere una decisione dolorosa, ma alla prova dei fatti anche l’unica per mettere fine alle vessazioni e salvarsi la vita. A giugno si è presentata in questura e ha denunciato il nipote raccontando agli agenti della seconda sezione della squadra mobile quello che accadeva in quella casa ormai diventata un orrore quotidiano.
Le indagini. Il racconto della vittima delle violenze è stato verbalizzato con disagio anche dai poliziotti, rimasti scossi dalla crudeltà di un comportamento che li ha turbati. I riferimenti contenuti nella querela hanno ottenuto i primi riscontri e anche le testimonianze dei vicini hanno contribuito a definire in quale abisso fosse finita l’anziana. Lei è riuscita a liberarsi di quel nipote fuori controllo anche se è stata costretta a mandarlo in carcere. Lui, alla vista dei poliziotti, si è sciolto in un pianto. Forse più per la prospettiva della cella che per come aveva trattato la nonna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
