Toscana
Arriva il disco verde di Carrozza a Rossi ma solo a condizione
L’ex ministro: «Nel programma non pensi solo a Firenze» Poi lancia la candidatura di Nocchi al consiglio regionale
PISA. L’onorevole Maria Chiara Carrozza, ex ministro della Pubblica istruzione e già direttore della scuola superiore Sant’Anna dopo esserne stata docente, tira un sasso nello stagno della politica pisana e regionale, ancora scarburata per le ferie estive: sostegno alla riproposizione di Enrico Rossi alla guida della giunta regionale, benedetta da Matteo Renzi in persona, e lancio della candidatura in qualità di consigliere per Francesco Nocchi, segretario del comitato territoriale del Pd pisano. Ma se l’idea di Nocchi, chiarisce Carrozza, è pacifica e unificante, la conferma di Rossi non può che passare attraverso il suo impegno a ricucire la Toscana centrale a quella costiera. Serve una visione unitaria che eviti di produrre l’immagine di una regione a due marce: quella interna, dove si fa, s’investe e si innova, e quella costiera, che rischia un futuro da zavorra o, quantomeno, da ruota di scorta.
Peraltro Maria Chiara Carrozza non ha ancora smaltito la delusione per la mancata conferma al dicastero dell’Istruzione: «Ho fatto una scelta - spiega -. Potevo contrappormi, oppure assentarmi. Invece ho preferito non fare polemiche poiché in Toscana sono stata capolista e un capolista non può vacillare. Però è vero che nessuno mi ha spiegato i motivi perché non sono più ministro. Tanti me lo chiedono, ma non so dare una risposta precisa. L’attuale ministro Giannini, ad esempio, ha detto che la riforma della scuola sarà sottoposta a consultazione: era una mia proposta d’inizio 2014...». Di più non dice, ma è certo che la causa dell’avvicendamento va cercata nello spoil system messo in atto da Matteo Renzi, che ha (quasi) sbaragliato il campo rispetto al suo predecessore, il pisano Enrico Letta. Ma diversamente da lui, che si è messo in disparte per smaltire lo stress da esclusione, Maria Chiara Carrozza si è calata ancor di più nel ruolo di parlamentare, presentata come capolista del Pd in quella Toscana che ora cerca di difendere da un futuro a due velocità. «Mi preoccupa l’eventualità in cui lo sviluppo costiero resti azzoppato - spiega l’ex ministro -. Mi batterò affinché prevalga una visione globale. E Pisa, nella Toscana litoranea, ha un ruolo assai preciso. In questo senso il Pd ha una grande responsabilità».
Il riferimento al decreto Sblocca-Italia, che premia la tranvia e Peretola, ma stralcia l’autostrada costiera adombrando l’eventualità di uno sguardo strabico e di una corsia preferenziale all’area fiorentina, è evidente. E altrettanto evidente è il sostegno alla ri-candidatura di Enrico Rossi a condizione che accetti la clausola delle pari opportunità di sviluppo: «Gli vanno riconosciuti molti meriti e di certo non dimenticherà la sua provenienza territoriale. Fossi in lui non punterei a una riconferma derivante da una vittoria su misura. Per questo auspico che abbia una visione globale per la Toscana». Sta il fatto, però, che la vicenda-aeroporto e lo stanziamento di 50 milioni di fondi pubblici per Peretola (a gestione privata) rischia di far implodere il Partito democratico, dove le divisioni si sono estese pure ai rapporti interpersonali: «Ne sono amareggiata - sottolinea -. Voglio dare fiducia a Rossi, a patto che abbia una visione e un programma inclusivi. È un’opportunità per tutti, per lui in primo luogo. Pisa contro Firenze è un nonsenso, bisogna finirla». Sul tappeto, però, non c’è solo la guerra degli aeroporti, scatenata dalla cessione delle quote regionali a Corporacion America: restano altri temi scottanti come le acciaierie di Piombino, la crisi economica apuana, il corridoio tirrenico, i treni... «Noi rischiamo molto, ma dobbiamo porci l’obiettivo ambizioso dello stesso risultato delle europee - conclude Carrozza -: alla fine, la Toscana è una scuola politica. Tuttavia il Partito democratico, in questo momento, non è un’agorà, ha bisogno di recuperare credibilità e rappresentatività». Per questo propone Francesco Nocchi? «Certo, è giovane ma esperto. Conosce il territorio e le sue problematiche. È una candidatura perfetta». La corsa alle primarie per il consiglio regionale è iniziata.
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