Proteste
Firenze prende tutto «Pisa e la costa devono reagire»
I retroscena: tutti i nodi dopo il decreto Sblocca Italia Fontanelli: «In Toscana sviluppo equilibrato da garantire»
PISA. «Alcuni amministratori, locali o regionali, avevano bollato la posizione critica delle istituzioni pisane sulla privatizzazione dell’aeroporto Galilei come municipalistica, accettando acriticamente le semplificazioni interessate di Rossi e Nardella. In realtà non hanno capito che con quella scelta si cambiava l’ordine delle priorità in Toscana». Finita la pausa estiva, si riparte. È il deputato Paolo Fontanelli che dal suo blog torna subito sul punto. Pisa (e la costa) e Firenze, rapporti difficili e prove di forza. E’ il tema fisso, il refrain degli ultimi mesi - a cominciare proprio dalle controverse vicende della battaglia degli aeroporti - e lo sarà anche dei prossimi.
Chi dà gli ordini? Il fatto che a primavera si voterà per il rinnovo del governo toscano non è ovviamente un dettaglio. Ma cosa significa ora Firenze per Pisa? Ancor più una visione fiorentinocentrica della regione, specialmente dopo lo Sblocca Italia varato dal governo Renzi già ribattezzato Sblocca Firenze? Significa un bis del governatore pisano Enrico Rossi, dopo l’imprimatur del premier, in un asse che Pisa guarderebbe con occhi ancor più sospettosi? «Quello che va capito - tira la stoccata Fontanelli - è se il governo si è mosso di conseguenza o se era la Regione a muoversi di conseguenza anticipando le scelte del governo».
Primarie banco di prova. I rapporti Pisa-capoluogo si misureranno già con le primarie del Pd per il consiglio regionale. Non per il governatore, se la situazione resta questa. Direttamente, dunque, Pisa non potrà far capire a Rossi quanto ha gradito le sue mosse sugli aeroporti. O quanto Rossi potrebbe aver recuperato con il suo interessamento per l’ospedale di Cisanello. Ma sulla scelta dei candidati consiglieri pisani, questo è certo, le rese dei conti tra renziani e post-comunisti non mancheranno.
Sblocca Firenze. Poi però non potrà che esserci il momento di tirare le somme. Per ora Pisa, guardando Firenze, non può che essere sbigottita per i 50 milioni di euro destinati con lo Sblocca Italia all’aeroporto di Peretola (un acconto?), a fronte di un aeroporto Galilei che - basta leggere gli ultimi dati del traffico passeggeri - macina record su record. Non solo: le decine e decine di milioni di euro per la tratta ferroviaria Lucca-Pistoia non da pochi vengono visti come un tentativo di annettere un pezzo di costa all’area metropolitana fiorentina. Un depotenziamento. Stesso discorso, in pratica, del duello tra aeroporti.
I soldi della Regione. E Pisa che fa? Fontanelli mette sul tavolo il titolo del tema: «Il problema dell’area vasta della costa anche in relazione al cambiamento negli equilibri territoriali che si determinerà con la nascita della città metropolitana di Firenze». E su questo si augura «che si apra una riflessione». Anche il sindaco Marco Filippeschi ha lanciato segnali. Ma ci vuole ben altra spinta. Magari non isolata. E, come accennavamo, il momento di tirare le somme comunque arriverà presto, appena dopo le regionali. Punto primo: a che livello sarà, allora, il peso di Renzi, del renzismo e dei renziani in Italia e di riflesso (direttissimo) in Toscana? Il punto secondo invece è una certezza: messe da parte battaglie e schermaglie politiche, la costa e Pisa in primis non potranno fare a meno del sostegno della Regione. In ballo ci sono i mega-progetti. Dal definitivo trasferimento e potenziamento dell’ospedale di Cisanello a un ragionamento serio sulla linea ferroviaria Pisa-Firenze, fino all’intera questione dei fondi europei da cui discende, ad esempio, tutta la riqualificazione del litorale pisano. Non certo bazzecole.
Ruolo provinciale. Dunque, dalle stanze di Renzi e di Rossi (ma anche da quella del sindaco fiorentino Nardella) si dovrà passare. Certo che quanto alzare la voce, quando, come “intonarla” sono scelte strategiche per il futuro di Pisa e della costa. Da non sottovalutare nemmeno la partita per il nuovo presidente della Provincia, che sarà eletto ad ottobre. Un ente ridimensionato, d’accordo, ma che potrebbe prendersi un ruolo politico dentro l’area vasta costiera. C’è chi dice che potrebbe candidarsi per questo lo stesso Filippeschi. Difficile. Ma la voglia è comunque quella di trovare un sindaco di peso per difendere gli interessi del territorio. Il gioco si fa duro.
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