Italia
«Al pronto soccorso stessi guai»
Il Nursind, sindacato degli infermieri, attacca il dg Tomassini: non ha rispettato le promesse
PISA. Propaganda, soltanto propaganda. Il Nursind, il sindacato degli infermieri, non ci sta. Non accetta che l’assessore regionale Luigi Marroni e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Carlo Tomassini, facciano passare il messaggio - è accaduto l’altro giorno - che i problemi al pronto soccorso di Cisanello sono stati superati. Secondo il Nursind, è vero il contrario.
«Le promesse fatte dal direttore Tomassini, nei giorni della trattativa - sostiene Daniele Carbocci, segretario del Nursind - al momento non sono state mantenute né in termini di assunzione di personale infermieristico e oss né in termini di organizzazione interna. Il direttore aveva assicurato che con il percorso condiviso con gli infermieri del pronto soccorso, si sarebbe arrivati ad una presenza in pronto soccorso di 11 infermieri la mattina e il pomeriggio e di 8 la notte. Il tutto per poter affrontare in tranquillità sia il normale flusso dei pazienti sia le emergenze. I numeri delle assunzioni di personale infermieristico e operatori sociosanitari (oss) per il pronto soccorso dell’Aoup sono ben diversi da quelli propagandati dall’Azienda».
«Ad oggi - continua Carbocci - al pronto soccorso sono arrivati solo 2 dei 10 infermieri e nessuno dei 5 oss promessi. Tanto che in servizio ci sono solo 9 infermieri la mattina e il pomeriggio (a fronte degli 11 previsti) e spesso solo 6 la notte (a fronte degli 8 previsti). Dei 24 oss che dovrebbe avere il pronto soccorso (che dovevano arrivare a 29 con le 5 nuove assunzioni), a settembre ce ne saranno in servizio solo 16: 5 oss spostati dal pronto soccorso all’obi (osservazione breve intensiva) e nessun nuovo arrivo in pronto soccorso. Il resto dei numeri propagandati dall’azienda non riguarda il pronto soccorso: i 10 infermieri in libera professione sono serviti a creare un nuovo reparto di 10 posti letto e i restanti 12 posti letto sono stati aggiunti nei reparti esistenti aumentando il carico di lavoro sugli infermieri in servizio senza aumentarne il numero».
Quanto alla riorganizzazione, secondo il Nursind «è stata solo degli spazi interni alla struttura: adesso i pazienti in attesa non si vedono più nei corridoi (anche se in realtà spesso ce ne sono ancora) ma sono “nascosti” nei box realizzati nell’ex obi, ma il carico sugli infermieri e sugli oss è rimasto invariato, praticamente solo un’operazione di facciata, niente di più».
«Il paradosso - sottolinea Carbocci - è che l’assunzione dei 5 medici ha aumentato il carico di lavoro sugli infermieri, che adesso debbono correre di più per cercare di aumentare il numero di pazienti in visita, con aumento del rischio di errore».
Esiste anche «un problema strutturale che la fretta di riorganizzare ha creato: l’ubicazione del pronto soccorso pediatrico comporta che per le visite pediatriche i piccoli pazienti debbano uscire dal pronto soccorso e rientrare dal retro, o peggio ancora utilizzare il percorso interno che prevede di passare attraverso l’obi dove possono vedere pazienti in gravi condizioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google