Attenzione
Pisa, le luci dell’Arena spengono il sogno
Promosso il Vicenza, nerazzurri (primi in graduatoria ripescaggi) bocciati: non hanno presentato tutta la documentazione
PISA. La beffa è servita. In serie B va il Vicenza, mentre i nerazzurri restano in Lega Pro. Dove oggi alle 16 dovranno esordire in casa contro il Teramo. Primi in graduatoria - o meglio, primi tra i club che avevano diritto a chiedere il ripescaggio - ma fregati da un cavillo burocratico: il ritardo nella consegna di un documento. Ovvero la certificazione del collaudo dell’impianto di illuminazione dello stadio. «Carenza documenti», twitta il presidente della Lega di B Abodi in risposta alla richiesta del giornalista pisano Michele Bufalino.
L’imprevisto. Quello che è successo ieri a Coverciano ha dell’assurdo: il Pisa aveva superato tutti i concorrenti, visto che i parametri (risultato in campionato dell’anno scorso, tradizione sportiva della città, spettatori dal 2008 al 2013), come avevamo calcolato da tempo, lo davano in testa. Sembra che in mattinata i vertici della Figc avessero già fatto una riunione informale. Tutti concordavano sul Pisa. Ma c’era in agguato un ostacolo imprevisto, un documento - proprio quella certificazione - ritenuto non necessario dall’Ac Pisa quando ha presentato la domanda di ripescaggio, ma che, secondo la Lega di B, doveva essere consegnato entro lunedì scorso. Altro che ieri.
La domanda. Qui c’è lo snodo, negativo per il Pisa, di tutta la vicenda. La serie B persa, per un errore o per un pretesto o per tutti e due i motivi. Perché una domanda gira, eccome: le luci che vanno bene per la serie C (e per la stessa Coppa Italia di serie A, dove il Pisa ha giocato undici giorni fa), dunque del tutto sufficienti per giocare regolarmente, non bastano per la B, che richiede 800 lumen (560 quelli certificati all’Arena)?
Replica e ricorso. Ieri il Pisa, appena ha saputo di questa richiesta, ha inviato il documento mancante. Ironia della sorte, è stato recapitato pochi minuti - sembra non più di quattro - dopo che la commissione aveva già lasciato l’aula. E quindi il Consiglio della Figc ha deciso di conseguenza. Il presidente del Pisa, Carlo Battini, ha annunciato subito l’intenzione di fare ricorso: ci sono 48 ore di tempo per agire. «I numeri hanno dato ragione al Pisa - ha spiegato Battini, presente a Coverciano. - Ci viene detto che noi dovevamo presentare un certificato da parte del collaudatore dell’impianto di illuminazione. Noi lo abbiamo riscontrato strada facendo perché non era scritto da nessuna parte, ora vedremo quello che verrà fuori». Ma lo stesso Battini sa, e lo ammette, che non è una strada che porta al bersaglio. Se la documentazione è lacunosa, tale resta.
Porte chiuse. La presentazione della documentazione, ha detto Battini, «doveva essere fatta lunedì scorso, e noi l’abbiamo presentata addirittura tre giorni prima: se c’era qualcosa che mancava bastava che lo dicessero, a noi non è stato detto nulla, solamente stamani. L’ho saputo alle 14.10, e alle 15.14 ero già qui». Il dg Vitale (ne parliamo nella pagina seguente) attacca e definisce «dilettanti» alcuni che collaboratori del presidente. Ma ormai per la Federcalcio il dado era tratto, le porte si erano chiuse. E la beffa per Pisa si era consumata.
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