Sicurezza
«Noi siamo sicure né in casa né in strada»
PISA. «Sicuri ormai non ci si sente più né per strada né in casa, perché basta un vicino che sia violento con la sua ragazza e io tremo sapendo che poi prende a pugni anche le mie porte». La premessa...
PISA. «Sicuri ormai non ci si sente più né per strada né in casa, perché basta un vicino che sia violento con la sua ragazza e io tremo sapendo che poi prende a pugni anche le mie porte». La premessa di Loredana (che ha voluto mantenere la riservatezza sul cognome, ndr) non lascia margini di dubbio; ma il prosieguo è persino più amaro: «La verità è che essere donne è un mestiere sempre più difficile, quasi una colpa. E si sono riempiti tanto la bocca con i vari decreti “antifemminicidio”, ma quando chiamo le forze dell’ordine mi sento sempre e solo rispondere che hanno tutte le pattuglie occupate».
L’interpretazione è un pugno nello stomaco: «Se è vero, vuol dire che il governo non stanzia soldi sufficienti per la sicurezza». La ragazza entra nel dettaglio: «Se uno mi infastidisce di notte per strada che faccio? Scappo, tanto fin quando non mi stupra non è reato inseguirmi. In questo Stato super garantista coi criminali, la prevenzione non esiste. E se dico che uno mi fa paura, mi becco pure una denuncia per ingiuria». Finale al limite: «Vogliamo parlare degli stranieri? Accusatemi di razzismo, ma se non lavorano hanno solo un modo per fare soldi e quel modo si chiama spaccio. Non voglio sembrare leghista, ma ormai fanno gruppo e impongono le loro regole e la loro violenza a casa nostra».
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