Il Tirreno

Pisa

La casa del delitto sempre sigillata immutata la scena del crimine

di Giovanni Parlato

È passato un mese da quando Fabrizio Fruzzetti, con gravi problemi psichiatrici, ha ucciso la madre I parenti hanno chiesto il dissequestro: in quelle stanze tutto è come pochi minuti dopo l’omicidio

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PISA. È trascorso un mese da quando Fabrizio Fruzzetti, 55 anni, ha ucciso sua madre. L’omicida si trova sempre ricoverato al Centro clinico del carcere Don Bosco dove è stato portato fin dal primo giorno del suo arresto. Nel frattempo, Fruzzetti è stato sottoposto ad una perizia psichiatrica. L’esito di quest’esame sarà importante per chiarire in quale struttura può essere accolto Fruzzetti che da anni era in cura all’Asl pisana. Intanto, gli stessi medici del Don Bosco hanno confermato la diagnosi dei colleghi dell’Azienda sanitaria: l’uomo è affetto da un disturbo psicotico con delirio manifesto.

Fruzzetti, per questa sua malattia mentale che si era cronicizzata, era seguito ogni giorno dal servizio sanitario e anche il giorno dell’omicidio, il personale dell’Asl5 era andato presso la sua abitazione al fine di controllare che l’uomo prendesse i farmaci prescritti.

Tuttavia, la malattia ha avuto il sopravvento e il 28 luglio, è avvenuto l’omicidio. Fruzzetti viveva in casa, a Ghezzano, con l’anziana madre Cesira. L’uomo da tre settimane era costretto all’immobilità a causa di una frattura alla vertebra dopo essere caduto dalle scale. Una sofferenza che può avere accentuato il suo disagio. Proprio conoscendo questa situazione, Ivana, la figlia di Cesira, insieme al marito, era andata a far visita alla madre e al fratello. Portando anche la spesa per la cena che Fabrizio non aveva gradito. La figlia aveva lasciato i familiari dopo che avevano cenato. Il fratello era anche tornato a letto. Tutto sembrava sotto controllo, invece il germe della follia stava esplodendo. Fabrizio Fruzzetti si è alzato dal letto e ha raggiunto mamma Cesira in cucina: ha afferrato un coltello di cucina e l’ha uccisa con due pugnalate, una - devastante - al collo.

E dopo la rimozione del cadavere, a un mese di distanza, la scena del crimine è rimasta immutata. Il nipote Nicola Ruberti, figlio di Ivana, ha chiesto all’avvocato Francesco Verdianelli, che segue il caso, di inoltrate alla magistratura la richiesta di dissequestro della casa in via Puccini dove è avvenuto l’omicidio.

Una situazione che si chiarirà la prossima settimana, così come fra non molto si dovrebbe conoscere l’esito della perizia psichiatrica. Nel caso in cui dovesse emergere che Fruzzetti abbia agito senza che fosse in grado d'intendere e di volere, ma comunque dovesse essere socialmente pericoloso, l’omicida non potrebbe continuare a essere detenuto in un carcere. Un’eventuale soluzione potrebbe essere un ospedale psichiatrico giudiziario (Montelupo Fiorentino è il più vicino) in un contesto in cui gli ospedali psichiatrici in tutto il territorio nazionale sono in fase di dismissione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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