Sicurezza
Case popolari, in due mesi trenta le assegnazioni
Appello dell’assessore Zambito: «Facciamo il possibile per aiutare i bisognosi tuttavia stop con le occupazioni abusive che alimentano una guerra tra poveri»
PISA. Entro la fine di settembre saranno assegnati 5 appartamenti per l'emergenza abitativa in Sant'Ermete. Entro il mese successivo, Apes conta di assegnare altri 25 alloggi di risulta, abitazioni di edilizia popolare lasciate dagli inquilini e ristrutturate dall'Azienda pisana edilizia sociale. Per aiutare le famiglie sotto sfratto, il Comune pensa di pubblicare - se arriveranno i fondi - un nuovo bando per la prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole, mentre un ambizioso progetto potrebbe portare alla ristrutturazione di oltre 100 alloggi in tutta la provincia. Queste le ultime misure che Apes e Comune stanno mettendo in campo per cercare di alleviare l'emergenza abitativa a Pisa.
Dall'inizio dell'anno sono stati recuperati e assegnati 78 appartamenti di risulta (con risorse stanziate dalla Regione che, per la provincia di Pisa, ha destinato 1,2 milioni di euro). Quelli non ancora assegnati sono 53. Di questi, 25 sono in attesa di ristrutturazione (saranno consegnati probabilmente ad ottobre), 5 saranno assegnati entro la fine di settembre, 13 alloggi di Sant'Ermete, dove è in corso il progetto per la costruzione del nuovo quartiere, saranno demoliti nel 2015 e per altri 10 si attendono i finanziamenti della Regione per la ristrutturazione.
A Pisa ci sono 2.800 appartamenti di edilizia popolare. Un'indagine di Apes rivela che circa il 60% è stato costruito oltre 50 anni fa. La metà necessita quindi di interventi di ristrutturazione. Il 65% degli abitanti delle case popolari ha una media di 65 anni di anzianità.
«C'è un alto tasso di “mobilità” (soprattutto a causa della scomparsa degli inquilini, nda) – sottolinea Lorenzo Bani, presidente di Apes -. Ogni mese si liberano circa 10 alloggi che vanno risistemati, in media occorrono circa 10mila euro per ristrutturarli».
«Per farlo – aggiunge Giorgio Federici, direttore di Apes -, si è definito uno standard minimo di interventi (messa a norma e impiantistica), lasciando agli assegnatari la possibilità di ultimare i lavori (tramite la pratica dell'autorecupero, ndr)».
L'Apes ha elaborato anche un ambizioso progetto da 18 milioni di euro - rientrante nel programma straordinario di recupero degli alloggi pubblici previsto dal piano-casa del governo Renzi -, per il recupero strutturale e l'adeguamento energetico di circa 60 fabbricati in tutta la provincia (comprendenti oltre 100 alloggi), che sarà sottoposto al governo.
Per contrastare gli sfratti (si stimano in 90, entro la fine dell'anno, le richieste) si cercherà inoltre di finanziare un nuovo bando per la prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole e di rinviare, in accordo con la prefettura, le esecuzioni (la moratoria firmata all'inizio dell'estate scadrà il 24 settembre).
«L'amministrazione è impegnata con Apes, al massimo delle sue capacità e possibilità, a dare risposte all'emergenza casa», dice Ylenia Zambito, assessore alla casa, lanciando un appello contro le occupazioni (attualmente sono 11 gli appartamenti popolari occupati abusivamente). «Faremo di tutto per contrastare eventuali occupazioni abusive, perché ledono i diritti delle famiglie che rispettano le regole e che da tempo aspettano l'assegnazione di un alloggio. Le occupazioni di beni pubblici alimentano una guerra tra poveri e bisognosi. Faccio appello a tutti quelli che lavorano nel settore (sindacati e associazioni) – conclude Zambito - di evitare di alimentare questa guerra, perché la sconfitta sarebbe di tutta la città».
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