Il Tirreno

Pisa

C’è anche un pisano nella gang arrestata per furti su auto

di Fabrizio Tonelli
C’è anche un pisano nella gang arrestata per furti su auto

In manette un ragazzo e una coppia, tutti ventenni Sorpresi dalla polizia lucchese con la refurtiva dei colpi

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PISA. C’è anche un giovane residente a Pisa nella gang che la polizia di Lucca ha sorpreso a rubare sulle auto. Gli altri due sono di Pontedera e Santa Maria a Monte.

Non solo a Pisa, ma anche a Lucca sono stati numerosi i furti su auto. Grazie anche alla collaborazione dei cittadini, la polizia lucchese ha potuto scovare una gang. Infatti, proprio su indicazione di due lucchesi, che avevano visto aggirarsi con fare strano due individui nel parcheggio della Metro accanto alla stazione ferroviaria, che la polizia è riuscita a bloccare tre persone che stavano per allontanarsi a bordo di un’auto dopo l’ennesimo furto. Arrivato meno di mezz’ora dopo che un’altra macchina era stata scassinata al parcheggio di viale Luporini. Due aree di sosta prese spesso di mira dai malintenzionati, anche per l’alta presenza di auto di turisti italiani e stranieri. Come quella di viale Carducci, da dove – a giugno – furono allontanati alcuni rumeni.

Stavolta in manette sono finiti tre giovani: Aranit Baca, albanese di 21 anni, dimorante a Pisa; Yvonne Calò, nata a Pontedera 22 anni fa, residente a S. Maria a Monte e il suo fidanzato Oussema El Gasemi, 22 anni, nato in Tunisia e residente a S. Maria a Monte.

Baca tra l’altro era già stato fermato dalla polizia a Lucca il 20 luglio scorso, addirittura due volte, prima al mattino e poi al pomeriggio, e trovato in possesso di un martelletto del tipo di quelli che vengono utilizzati per rompere i vetri delle auto. Proprio per questo motivo era stato colpito da foglio di via obbligatorio.

La chiamata al 113 – arrivato intorno alle 19 - da parte dei cittadini è stata determinante. L’operatore in servizio ha fatto confluire al parcheggio sia la pattuglia della squadra mobile che con un auto civetta era in servizio antirapina, sia le volanti. Gli agenti sono arrivati in tempo per bloccare i due giovani che stavano salendo sull’auto, una Y10, dove ad aspettarli c’era la ragazza.

Proprio la Calò, alla vista della polizia, ha cercato di occultare uno zaino ma era ormai troppo tardi. Nella borsa gli agenti hanno rinvenuto un cellulare che era stato appena rubato dall’auto, una Hunday, di una turista tedesca. Poi sono saltati fuori altri oggetti: una macchina fotografica, un notebook, un tablet e due smartphone che erano stati portati via, 20 minuti prima, da un’Alfa 147 lasciata in sosta al parcheggio di viale Luporini. Addirittura l’automobilista derubato non aveva ancora dato l’allarme, la polizia lo ha anticipato grazie al fatto che la gang aveva preso anche la tessera sanitaria dell’uomo. E per la questura a quel punto è stato facile rintracciarlo.

Sulla Y10 è stato rinvenuto anche tutto il necessario per l’attività: martelletto frangi vetro, cacciavite, tronchesi, torce, guanti, spiedini per aprire le portiere delle macchine.

I tre sono stati portati in questura, identificati e hanno trascorso la notte nella camera di sicurezza di viale Cavour, in attesa del processo con rito direttissimo. Il giudice li ha condannati a 2 anni di reclusione e 400 euro di multa, con i benefici di legge. Dopo di che sono stati scarcerati e hanno potuto fare ritorno a casa. Però senza auto, perché la macchina e gli attrezzi da scasso rinvenuti sono stati confiscati, mentre la refurtiva recuperata è stata prontamente restituita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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