Attenzione
Bocca di Serchio, cancellati casottini e pontili abusivi
Opera di risanamento dell’amministrazione comunale su 400 metri di sponda Il sindaco: «L’area è tornata alla comunità e i posti assegnati con bando pubblico»
VECCHIANO. Bella e resa celebre dalla prosa di Silvano Ambrogi l'area detta di Bocca di Serchio, da cui si ammira la famosa Penisola dei gabbiani, ora è di nuovo un bene collettivo. Con i lavori iniziati nel 2012 e terminati circa un anno dopo, 400 metri di sponda, da anni ormai divenuta impraticabile a causa dell’abusivismo imperante, sono stati bonificati e tornati di proprietà pubblica.
«Abbiamo la concessione onerosa - dice il sindaco Lunardi - di circa 8mila euro annui da parte della Provincia, ma ora la passeggiata su queste rive è di nuovo di tutti come doveva essere da sempre». Su queste terre di demanio statale sorgevano baracche e baracchine, pontili, casotti di fortuna che sono stati eliminati da un percorso di ritorno alla legalità, come lo definisce lo stesso Lunardi, iniziato negli anni dell'amministrazione Pardini, con l'avvio delle procedure, e terminato l'anno scorso con successo. «Non è stato facile tornare allo stato di legalità - afferma il sindaco - perché è difficile far rinunciare a privilegi acquisiti, ma ne è valsa la pena».
Sono 62 pontili e 120 assegnatari per bando pubblico. «Il 60% degli assegnatari sono residenti a Vecchiano - continua il sindaco - il restante 30% sono sangiulianesi». I requisiti principali: residenza a Vecchiano o San Giuliano e barca autorizzata dal parco di San Rossore. E' un luogo simbolicamente molto legato al territorio, Bocca di Serchio: qui non ci vengono molto i turisti, per lo più non lo conoscono. «Bocca di Serchio è un’area frequentata soprattutto dalla gente del posto che ha un legame profondo con essa - spiega ancora Lunardi - sebbene le intenzioni siano di ampliarne la conoscenza anche all'esterno perché si possano fruire il più possibile luoghi del genere».
I progetti che hanno risanato e reso fruibile ad un turismo crescente Bocca di Serchio, e soprattutto la stessa Marina di Vecchiano, come spiega Lunardi, sono stati intrapresi dalla vecchia amministrazione: «Il bus navetta che quest'anno nonostante la stagione non buona ha portato circa 5mila turisti dalla fermata di Bocca di Serchio a Marina, è stata un'idea “antica” che la nostra amministrazione ha sviluppato, così come ha fatto con altri propositi».
Sulla continuità “felice” dei progetti inerenti Marina di Vecchiano e tutta l'area, ci sono anche l'ampliamento dei parcheggi e Case di Marina, il cui recupero è rimasto in sospeso, però, per la chiusura della ditta edile Rota che ne aveva l'appalto.
«Noi in Comune speriamo in nuovi appaltatori per questo recupero - sottolinea Lunardi - ma per ora i lavori sono fermi». Case di Marina erano pronte a diventare delle strutture turistico ricettive. Anche tutta l'area di ingresso al mare, subito dopo i boschi della famiglia Salviati ha ricevuto cure particolari negli ultimi anni, come per esempio quelle che hanno trasformato una rotatoria in una zona di sosta con panchine e punti esplicativi e una targa dedicata a Silvano Ambrogi. Un'oasi naturale dunque Bocca di Serchio, dove una decina di pescatori, alcuni amatoriali in pensione altri invece giovani che hanno deciso di intraprendere il mestiere e che qui hanno trovato una possibilità di lavoro, hanno ora una “casa” e una associazione: una struttura di proprietà dei Salviati acquistata dal Comune per 16 mila euro. Prossime mosse: un battello e una lunga e sicura pista ciclabile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google