Il Tirreno

Pisa

Il maltempo ferma il cinema il Ciak chiude in anticipo

di Luca Lunedì
Il maltempo ferma il cinema il Ciak chiude in anticipo

Cali del 40% anche per le altre arene estive, tra cui quella del Giardino Scotto L’associazione Arsenale: «Difficile affrontare un’altra estate come questa»

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PISA. Lo schermo del cinema Ciak di Tirrenia rimarrà buio. Sicuramente per questa stagione e anche la prossima è a rischio. È la prima volta in vent’anni che questo succede. La storica arena estiva del litorale chiude i battenti con una settimana di anticipo sul programma ed è forte il dubbio che possa riaprire per la prossima estate. Un decisione sofferta figlia di diversi fattori: alcuni vengono da lontano, altri invece sono da ricercare in un agosto che ha deluso le aspettative.

La cronaca degli scorsi giorni (e quella dei prossimi, si teme) è stata occupata dal calo di presenze che gli stabilimenti balneari hanno registrato a causa di un’estate che non sembrava arrivare mai, ma anche le altre attività che vivono d’estate hanno subìto colpi duri. Le arene estive sono le prime della lista in questo senso.

«Una stagione meteo inclemente – si legge in un comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri - ha scoraggiato una buona parte del pubblico a passare le serate estive all'aperto».

E se ovunque non è una bella notizia, tanto meno lo è per Tirrenia che ha con il cinema un legame importante: «Nel caso del Ciak di Tirrenia significa lasciare il litorale pisano, fiore all'occhiello del turismo balneare del nostro territorio, senza un luogo importante di cultura e di intrattenimento per grandi e piccini».

Alla situazione contingente si aggiunge una crisi del settore che non fa sconti verso i piccoli operatori cinematografici: «La scomparsa della pellicola e il conseguente passaggio al digitale hanno comportato investimenti importanti (l'acquisto di videoproiettore, server e apposito schermo comporta una spesa intorno ai 60mila euro) difficili da sostenere solo con gli introiti dei biglietti in costante calo. Purtroppo, si tratta di una scelta inevitabile per degli imprenditori privati, come sono Alfea Cinematografica e il Cineclub Arsenale che da anni gestiscono il cinema, costretti a fare i conti con delle cifre nude e crude. Le cifre dicono, impietosamente, che è sempre più difficile sostenere il costo dell'affitto annuale del luogo dove sorge il cinema, sommato ai costi di gestione (allestimenti, costo dei film, proiezionisti, cassieri, utenze varie) e alle spese straordinarie legate alla conversione digitale».

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Il cinema Arsenale dentro il giardino Scotto ha riscontrato gli stessi problemi: «È stata una stagione disgraziata per tutti – commenta Daniela Meucci, responsabile della programmazione dell’associazione Arsenale – Di solito nelle arene estive gli spettatori erano attratti dalla possibilità di passare una serata al fresco più che dal resto, ma nei giorni scorsi chi voleva venire a guardare un film doveva essere attrezzato contro il freddo».

Il calo si aggira su cifre importanti. «Dobbiamo ancora fare un bilancio effettivo – continua Meucci - ma penso che si possa parlare di una diminuzione del 40% dell’affluenza. Al giardino Scotto è andata un po’ meglio perché la struttura delle mura forniva un riparo dal vento e la situazione era più accettabile, ma nel caso di Tirrenia non c’era nemmeno questa possibilità. Del resto, ci sono state le code che si vedevano normalmente per andare a Marina o Tirrenia? Ciò da solo basta per dare una misura del calo. Per questa stagione siamo riusciti comunque a coprire le spese, ma un’altra estate come questa sarà dura da affrontare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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