Il Tirreno

Pisa

I due cugini Pallini hanno nel sangue il dna della bicicletta

di Francesco Loi
I due cugini Pallini hanno nel sangue il dna della bicicletta

Michele è il massaggiatore all’Astana del campione Nibali Marco (Team Colombia) è anche medico sportivo del Pisa

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Cugini, legatissimi. Pisani: uno del quartiere Don Bosco e l’altro di Porta a Mare. In comune il ciclismo. Per diverse stagioni hanno anche lavorato insieme. Poi negli ultimi anni si sono alternati alle dipendenze della stessa squadra: l’Astana. Marco ai tempi di Contador. Mentre qualche settimana fa ha vinto Michele, con Nibali in trionfo al Tour de France. Successi che si sono aggiunti ad altri già ottenuti in carriera, nelle più importanti corse a tappe e in linea. Sono i cugini Pallini. Medico sportivo Marco, massaggiatore Michele. Marco da poco è anche di nuovo il medico sociale dell’Ac Pisa: con Piero Braglia ha già vissuto la promozione storica in B del 2007.

L’amico Nibali. La passione per il ciclismo discende dai rispettivi padri, fratelli. I cugini Pallini crescono e poi si lanciano nel mondo delle due ruote, ma al fianco dei corridori. A proposito di Michele, 43 anni, dicono che ormai si capisca con Vincenzo Nibali grazie a un semplice sguardo. Massaggia il campione dal 2007: si erano conosciuti in occasione di una preolimpica in Cina con la Nazionale. Non appena il fresco vincitore del Tour è passato all’Astana, squadra del Kazakistan, ha preteso che Pallini fosse nello staff. Eppure al primo incontro non si erano andati subito a genio. «Sì, la prima impressione non fu delle migliori - conferma Michele sorridendo - forse perché entrambi siamo un po’ chiusi. Ma ora ci conosciamo così bene che non occorre che parliamo, tanto ci capiamo al volo». Sarà anche perché Nibali, quando non era ancora maggiorenne, aveva frequentato un corso di massaggi. Non si può dire che siano colleghi, però è sicuramente un altro punto in comune.

Che carriera. Da giovanissimo, Michele ha provato a vedere se poteva diventare un corridore importante. «Ho gareggiato fino agli junior primo anno - dice - ma è inutile girarci intorno: andavo piano. Così dopo il servizio militare mi sono concentrato sugli studi, ottenendo il titolo di infermiere professionale e specializzandomi in massofisioterapia. Il giorno dopo l’esame sono partito per il mio primo Giro d’Italia. Nel 1996 ho infatti debuttato nel Team Selle Italia-Glacial, poi ho trascorso un anno nella Refin-Mobilvetta e quello successivo alla Cantina Tollo, dal 1999 al 2004 ho lavorato in Saeco, nel 2005 in Liquigas, le due stagioni successive sono stato in Lampre e dal 2008 di nuovo alla Liquigas. Da quest’anno, per volontà di Vincenzo, sono passato al team Astana». Lo intervistano alla Rai e sui quotidiani sportivi: che sui successi di Nibali ci siano anche le mani di Michele non ci sono dubbi. La vittoria del Tour si aggiunge ai trionfi al Giro d’Italia e alla Vuelta. «Non so quanti massaggiatori possano dire altrettanto», ribatte Pallini. «Una soddisfazione doppia - aggiunge - e ancora non mi rendo conto dell’importanza dell’impresa al Tour».

I colombiani. Anche Marco Pallini, 51 anni, specializzato in medicina dello sport e idrologia medica, è da molti anni nel ciclismo: ha iniziato nel 1994 con la Jolly Componibili, quindi la Mercatone-Saeco, dieci anni alla Saeco, tre alla Lampre, uno alla Tinkoff, uno all’Amica Chips-Knauff, poi l’esperienza all’Astana (con vittorie di prestigio assoluto come Tour de France, Amstel, Liegi-Baston-Liegi) e da un paio di anni al Team Colombia Coldeportes. Sotto le sue cure sono passati campioni come Cipollini, Cunego, Simoni, Savoldelli, Contador. Il Team Colombia, che ha partecipato al recente Giro d’Italia ottenendo buoni piazzamenti, è una delle novità delle due ruote: la squadra è sostenuta direttamente dall’Istituto governativo dello sport, che fa capo al ministero della Cultura del Paese sudamericano. Ma l’anima è italiana: la sede si trova ad Adro (Brescia) e il manager è Claudio Corti, passista/scalatore piuttosto noto negli anni Settanta e Ottanta.

Il calcio. Pisano e tifoso nerazzurro, Marco Pallini è tornato in questa stagione in forza al Pisa. In coincidenza, ma non è una coincidenza, con un altro ritorno: quello di Piero Braglia. Il sodalizio si era formato casualmente nel campionato di serie C 2006-2007, culminato con la storica promozione in serie B dopo la finale con il Monza. Un rapporto di stima reciproca che si è creato allora e mantenuto in seguito. Perché il dottor Pallini, impegnato con il ciclismo, non ha seguito Braglia nelle sue successive esperienze. Invece è rimasto nel Pisa un altro anno, quello con Ventura allenatore e la promozione in serie A sfiorata: dunque è stato protagonista dei migliori risultati calcistici nerazzurri di questi anni. Con larga parte dei giocatori che ha seguito in quei due campionati è rimasto in contatto. Ora una nuova avventura, sempre tra pallone e due ruote.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini