Il Tirreno

Pisa

Ogni giorno è caccia agli abusivi

di Giovanni Parlato

Blitz delle forze dell’ordine, ma il personale scarseggia. E i senegalesi denunciano: «Clima pesante»

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PISA. Venerdi sera sul lungomare di Marina e in piazza Belvedere a Tirrenia sono arrivate pattuglie della polizia, dei carabinieri e dei vigili urbani al setaccio di merce contraffatta. I venditori abusivi sono riusciti a fuggire (le denunce sono contro ignoti) lasciando sul posto la merce, 57 paia di scarpe e 28 borse con false griffes: Adidas, Nike, Fred Perry e Prada.

Direttiva Alfano. È l’ultimo blitz in ordine di tempo da quando il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha diramato alle prefetture italiane la direttiva contro il commercio abusivo sulle spiagge e nelle piazze delle città. E Pisa, col suo litorale e la Torre Pendente rientra nell’uno e nell’altro caso. Diversi, fino a oggi, sono stati i sequestri effettuati dalle forze dell'ordine impegnate in turni dalla mattina fino alla notte. Ma al di là dei quantitativi di merce sequestrata e del numero delle denunce, è interessante scoprire l'impatto della direttiva sull'organizzazione dei servizi. Da tempo, le forze dell'ordine soffrono di una carenza d'organico.

Capire le priorità. «La coperta è corta e quando un certo numero di personale viene impegnato in un servizio, è chiaro che non può svolgere altri compiti», afferma Claudio Meoli, segretario generale provinciale del Silp Cgil di Pisa che prosegue: «Bisogna capire quali sono le priorità. L'estate è anche il periodo delle ferie e credo sia giusto rivedere il collocamento delle forze in campo. Il personale della questura di Pisa, inoltre, è gravato da un'età media di 45 anni e questo vuol dire che se un senegalese fugge al controllo rincorrerlo non è così semplice».

Carenza di personale. Questo problema si ripercuote sui servizi. «Per esempio il servizio volante - continua Meoli - non sempre riesce a garantire il turno notturno che va dalle 1 di notte alle 7 del mattino con due pattuglie. Il secondo equipaggio è indispensabile per lavorare in sicurezza in quanto se una pattuglia procede a un arresto non potrà per tutta la notte fare altro. Se ci fosse una seconda pattuglia quest'ultima garantirebbe la vigilanza del territorio».

Trecento poliziotti. Nella Questura di Pisa, compresi anche i commissariati di Volterra e Pontedera, ci sono oltre 300 unità. «Il problema, come dicevo - spiega Meoli - è che la coperta è troppo corta e bisogna decidere se vanno coperti i piedi o la testa. Come Silp abbiamo già in passato proposto, e lo ribadisco anche adesso, la necessità di un accorpamento tra l'Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato in quanto siamo praticamente due corpi doppioni che svolgono gli stessi compiti, ma abbiamo sale operative separate e canali radio diversi, tanto per fare degli esempi. L'accorpamento porterebbe un risparmio di 3 miliardi e un unico corpo di polizia consentirebbe una razionalizzazione delle forze in campo».

Pianta organica del 1989. Il sindacalista ricorda anche l'ultima volta che il ministero dell'Interno stabilì, per ogni Questura italiana, la pianta organica fu nel 1989. «Pisa è in linea con quella pianta organica, ma i tempi sono cambiati, dal 1989 a oggi, l'aeroporto non è più quello di prima, così anche il traffico passeggeri della stazione, il numero degli studenti e i crimini che vengono perpetrati».

I senegalesi: clima pesante. E dall'altra parte, i venditori ambulanti, per lo più senegalesi, nel mirino delle forze dell'ordine, come vivono questo periodo? «La situazione si è fatta molto pesante, ogni giorno ci sono controlli delle forze dell’ordine, Pisa non è più la città tranquilla di prima» commenta Modou Khabane Ndao, responsabile della comunità senegalese pisana che aggiunge: «La direttiva Alfano andrebbe tolta subito perché è ingiusta e sta creando un forte clima di tensione. Crea problemi di ordine pubblico perché al momento dei controlli, i venditori scappano e vengono inseguiti con pericoli anche per la gente che si trova sul posto».

Gli abusivi vengono da fuori. « I venditori senegalesi pisani - continua Modou Khabane - non sono abusivi come si crede. Sono autorizzati e hanno un permesso. Chi viene a vendere merce contraffatta non è di Pisa, arriva da fuori. E la polizia non fa distinzioni. Basta che vede un ragazzo di colore con due collanine in mano e non gli dà pace. E questo crea tensione anche fra di noi. Siamo contrari alla vendita di merce contraffatta. A Pisa, soltanto il 2% dei senegalesi residenti in città vende merce contraffatta. Pisa è una città turistica e quanto sta accadendo sulle spiagge, nelle località balneari e in centro storico non è certo una bella immagine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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