Gioco
Rifondazione critica l’operazione Villa Madrè
«Favorisce un soggetto privato». Ma l’assessore Zambito replica: «Come fa un partito di sinistra a opporsi a una manovra che toglie famiglie dalla strada?»
PISA. «Per Villa Madrè il Comune attraverso Apes (Azienda Pisana Edilizia Sociale) ha individuato, senza alcun bando o altro tipo di avviso pubblico, un soggetto privato per trovare nuove soluzioni abitative. Per raggiungere questo obiettivo, è stato anche modificato il regolamento esistente dell’Agenzia Casa, in modo da poter reperire strutture di tipo anche alberghiero/ricettivo altrimenti non utilizzabili per accogliere famiglie».
Questa è l'accusa che Rifondazione Comunista e “Una città in comune” rivolgono al Comune di Pisa. In un comunicato stampa viene ribadita l'opposizione a una manovra che, a loro dire, «favorisce un preciso soggetto privato». Ylenia Zambito, assessore all'edilizia residenziale pubblica e alle politiche abitative, respinge le accuse. «Come fa un partito di sinistra ad opporsi a una scelta che toglie le famiglie dalla strada? - si chiede l'assessore - Delle questioni tecniche e dell'opportunità di un bando se ne occupano gli uffici, io rispondo sul piano politico. Nei mesi scorsi ho pubblicizzato l’Agenzia Casa e organizzato due iniziative pubbliche, a cui ho invitato tutte le categorie economiche: ho chiesto a tutti i soggetti presenti di mettere a disposizione gli alloggi invenduti. L'operazione Villa Madrè non esclude futuri accordi con altri soggetti e rappresenta un esempio, una buona pratica che auspichiamo possa essere attuata anche in futuro».
Rifondazione Comunista e “Una città in comune” criticano anche la scelta dell’amministrazione riguardo al casottino di Gagno, che era stato occupato il 18 febbraio dal comitato "Riprendiamoci Gagno" ed è stato posto sotto sequestro il 16 agosto. «L'amministrazione ha scelto di procedere con lo sgombero, approfittando di un momento (Ferragosto) in cui si contava in una minore partecipazione alle attività sociali - si legge ancora nel comunicato - Lo sgombero è stato messo in atto dopo che per alcuni mesi il comitato "Riprendiamoci Gagno" aveva reso quello spazio vivo e fruibile dalla popolazione, dopo anni di inutilizzo. La giunta ha ritenuto che si dovesse assegnare lo spazio con un bando, che impediva nei fatti la partecipazione del comitato di Gagno. Il casottino è adesso, sulla "carta", in gestione a un raggruppamento temporaneo di associazioni "Fare spazio ai Giovani" e Arcadia, in cui evidentemente ci sono sensibilità più affini all'amministrazione rispetto a quelle del comitato. Al momento nessuna reale mediazione, sbandierata un po' di tempo fa dall'assessore Danti, è stata effettivamente praticata. Anzi, i fatti di questi giorni hanno dimostrato le reali volontà della giunta».
Il nostro giornale ha provato a contattare l'assessore Danti, ma ieri è risultato irreperibile.
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