Attenzione
La Cgil: bisogna intervenire per evitare fatti più gravi
PISA. A denunciare la paura in cui vivono gli assistenti sociali è stata la Funzione Pubblica Cgil di Pisa, guidata dal segretario Leonardo Fagiolini. I pericoli. C’è una situazione «di grave...
PISA. A denunciare la paura in cui vivono gli assistenti sociali è stata la Funzione Pubblica Cgil di Pisa, guidata dal segretario Leonardo Fagiolini.
I pericoli. C’è una situazione «di grave pericolo ormai diventata quotidiana per gli assistenti sociali che lavorano in provincia di Pisa, in particolare per quelli che operano nel capoluogo. Gli episodi di aggressione verbale e fisica - sottolinea Fagiolini - sono in costante aumento fino a costringere alcuni operatori a vivere nei fatti agli “arresti domiciliari” perché minacciati in maniera costante dagli utenti dentro al luogo di lavoro e anche fuori».
Le responsabilità. La Funzione Pubblica Cgil ricorda d’aver denunciato più volte questa situazione, «tant'è che abbiamo richiamato il datore di lavoro, principalmente la Usl 5, anche con una comunicazione inviata a fine maggio scorso, consapevoli tuttavia che i soggetti istituzionali che dovrebbero farsi carico del problema sono molti di più: la Società della Salute, i Comuni, la cooperativa Agape e le forze dell'ordine».
La risposta. Stando a quanto riferisce Fagiolini, l’Usl 5 ha inviato «una risposta fatta solo di buoni intenti», ma non c’è alcuna traccia di «un’azione concreta ed immediata per ridurre il rischio che ogni giorno corrono i dipendenti dell’azienda». Insomma, abbiamo ricevuto «solo una risposta di circostanza dall'Usl 5, lasciando quindi i lavoratori e le lavoratrici senza nessun intervento tangibile a tutela della loro sicurezza e salute nell'ambiente di lavoro».
Evitare rischi. «Ormai il personale, in alcuni casi, ha paura non solo di andare al lavoro - sottolinea la Funzione Pubblica Cgil – ma anche di uscire da casa, e il loro datore di lavoro non interviene neanche su quelle piccole cose che si potrebbe fare subito, come utilizzare la guardia di via Saragat per la sicurezza e non per fare il portiere o l'ufficio informazioni; aprire un'entrata separata e dedicata agli operatori, illuminare e vigilare meglio anche i parcheggi dei dipendenti, luogo dove gli utenti hanno in passato aspettato al varco gli assistenti sociali. Non è tollerabile avere paura di uscire di casa per andare a lavorare».
«In un quadro generale dove purtroppo si registra un aumento di minacce e aggressioni - conclude Fagiolini - il sindacato e i lavoratori pretendono dall'Usl un intervento deciso e concreto finalizzato alla protezione e alla sicurezza del personale. Vorremmo evitare in futuro di trovarci di fronte a qualche fatto grave e irreparabile, e alle rituali frasi di circostanza che l’Usl e le istituzioni pronuncerebbero... a posteriori».
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