Finanza
«E c’è chi si lamenta perché manca il vino»
Alcuni stralci delle testimonianze inedite raccolte da “Acquario della Memoria” e dal Tirreno
23 agosto 1944
Giannessi: «Da stamane c’è una novità. Mineranno una fascia di città che è parallela all’Arno ed avrà una profondità di 500 metri. Ora io sono a 500 metri dall’Arno. Dovrò sgomberare anche di qui? Questo interrogativo rende assai nervosi e quindi si può immaginare la tensione che c’è fra noi. La gente è come pazza».
24 agosto
Manetti: «Su una lettiga abbiamo visto passare un morto: uno del Rifugio, interrogato dai tedeschi perché non si era presentato per il lavoro, ha risposto d'essere malato; l'hanno condotto in un prato e l'hanno ammazzato con due revolverate. Con tutto ciò Beppina e il Gabbriellini si lamentano perché da una ventina di giorni non si beve vino».
Giannessi: «Stamane ho fatto il pane ed è venuto bene. Sto mangiando i sudori e le paure di mia madre. Il movimento dei tedeschi è in aumento ieri anche la casa accanto fu svaligiata. Fortuna che non eravamo là».
Gattai: « Oggi i due carri per l’acquisto di cibo in campagna hanno riportato parecchi quintali di patate, fagioli e cipolle. La distribuzione procede. Penso che in tempi normali a queste cose pensavano un mucchio di uffici e centinaia e centinaia di impiegati. Ora in 6 persone si fa tutto…»
26 agosto
Manetti: « Neppure uno spiraglio di speranza ci appare se non quello che proprio quando tutto sembra più nero qualcosa si risolva ed illumini. Da una decina di giorni studio l'inglese. Mi daranno anche troppo tempo d'imparare?»
Tomani: «Anche la speranza comincia a mancare. Siamo tutti taciturni. Un gran vuoto interiore si è fatto in me, e forse in tutti. Quello che credo salvi dalla pazzia chi è esposto a pericoli troppo grandi e prolungati. Guardo impassibile morti e feriti, non ho più paura di nulla».
28 agosto
Giannessi: «Oggi non si può scrivere tanto, dato che mi sono lussato la mano destra in un momento di nervi causato da parole storte. Prevedo che ci divideremo anche dai Pasquinucci dato che io sono stufo di sentire brontolamenti e di vedere sotterfugi continui. Mamma ha avuto un attacco, la colpa è stata un po' mia e credevo proprio che… meglio non pensarci».
29 Agosto
Gattai: « Il fatto più rivoltante, più vile di questo periodo di emergenza è stato il saccheggio dei pegni al monte di Pietà. Gesta da ladri. Poi, in ultimo, vi ha partecipato anche una parte della popolazione, donne e ragazzi che hanno perduto in questo marasma ogni senso morale. Appena avvisato, con alcuni cittadini, degni di questo nome, ho perquisito le case ove la voce pubblica mi indicava che era entrata refurtiva. Quanti nemici mi sono fatto! Vedevo negli occhi di tutti che mi si odiava».
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