Il Tirreno

Pisa

Assistenti sociali a rischio aggressione

Una di loro racconta: «Presa di mira da una giovane che voleva una casa». Scatta l’allarme dopo alcuni episodi di violenza

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Mi ha aggredito perché non potevo aiutarla. La giovane si è presentata al centro senza appuntamento. Voleva che le trovassi un alloggio, le ho risposto che non potevo aiutarla. Mi ha chiesto il numero di una collega alla quale si era rivolta in passato, ho rifiutato. A quel punto la donna ha perso il controllo e mi ha aggredito».

È questo il drammatico racconto di una assistente sociale. In cambio dell’anonimato per motivi di sicurezza, ha accettato di raccontare la sua disavventura dopo l’allarme lanciato dalla Funzione Pubblica Cgil (ne parliamo a fianco) sulla situazione di paura di quanti operano nei servizi sociali: ogni giorno rischiano di essere aggrediti sul posto di lavoro da alcuni degli utenti che sono chiamati ad aiutare.

«A Pisa le condizioni sociali sono peggiorate rispetto al passato - spiega l’assistente al “Tirreno” - La crisi ha esteso i problemi economici e c'è molta tensione a causa dell'emergenza abitativa. Le persone che non hanno più nulla da perdere si sfogano con noi. Siamo identificate come quelle che avrebbero la facoltà di risolvere tutti i loro problemi, ma le nostre competenze sono limitate».

I fatti più recenti risalgono all'8 e all'11 agosto. In entrambi i casi, le assistenti sociali di via Saragat - sede della Società della Salute - hanno ricevuto gravi minacce da parte degli utenti. Mentre l'8 il pericolo si è limitato alle parole, l'11 agosto la situazione è andata oltre. Quel giorno un ex utente del centro chiese con insistenza a una delle assistenti di rivedere il figlio. Di fronte al rifiuto, l'utente cercò di buttarsi dalla finestra, costringendo il personale a bloccare tutte le uscite e ad attendere l'arrivo delle forze dell'ordine. La dipendente, dopo aver ricevuto gravi minacce, si è rivolta all'Azienda per denunciare la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro ma anche nella vita privata: «Mi sento agli arresti domiciliari - dichiara la donna - questa paura non è tollerabile».

Il personale è allarmato e la situazione è molto tesa. I servizi sociali hanno a che fare con le casistiche più disparate: dalla tutela minorile alle problematiche che colpiscono gli adulti e le famiglie. In particolare, sono i minori a fare le spese della crisi attuale e a diventare i protagonisti di penose situazioni di marginalità. Di conseguenza, i ragazzi si isolano e covano una forte rabbia che trova sfogo con il personale dei servizi sociali.

La sede di via Saragat è l'unica che può contare sulla presenza di un vigile giurato pronto a intervenire in caso di emergenza. Negli altri distretti, invece, non vige alcuna forma di tutela. Per questo motivo i colloqui più a rischio hanno luogo nella sede della Società della Salute, anche se la sola presenza di una guardia giurata non è un deterrente contro le aggressioni.

Come intervenire? «Una soluzione definitiva non esiste - dice Leonardo Fagiolini, segretario della Funzione Pubblica della Cgil - Ma si potrebbero adottare alcune forme di prevenzione: illuminare il parcheggio di via Saragat e fare in modo che assistenti e assistiti accedano alla struttura da ingressi separati. A volte gli utenti aspettano i dipendenti nel parcheggio, altre volte li seguono addirittura fino alle loro abitazioni».

A fine maggio il sindacato ha scritto una lettera al direttore generale dell'Usl 5 affinché prendesse provvedimenti per migliorare la sicurezza dei dipendenti pubblici. «Ci hanno risposto in maniera approssimativa e con un mese di ritardo - continua Fagiolini - Ad oggi, non sono state adottate nuove misure per tutelare i dipendenti pubblici». (a.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web