Il dolore
Vendita a pezzi, ma il mercato non tira
Procede il piano delle alienazioni. Il valore degli immobili è stimato in 164 milioni, quasi azzerati i fitti passivi
PISA. Un pezzetto alla volta l’Università si sta liberando (o sta tentando di farlo) di tutti gli edifici non essenziali per le sue attività istituzionali. L’Ateneo procede con discrezione: non per scelta politica, ma per il momento non favorevole del mercato immobiliare. Seguendo un progetto che parte da logiche complessive elaborate nel 2010, i risultati ci sono. A vedere il bilancio sociale dell’Università non sembrerebbe: pubblicato da poco, mostra che il valore del patrimonio immobiliare è cresciuto ogni anno daI 2009 al 2011 passando da 156,1 milioni a 164.818.358 euro. E nel bilancio economico 2014, in fase di elaborazione, ci saranno nuove sorprese. Eppure sono stati venduti poderi, uffici e appartamenti. E sono stati finanziati nuovi progetti.
Fitti passivi. Quando nel 2010 l’attuale rettore Massimo Augello ha preso in mano le redini di Palazzo alla Giornata, le spese accademiche viaggiavano tra gli 800mila e il milione di euro all’anno per pagare affitti: l’Ateneo, che ha immobili ovunque in città, aveva davvero bisogno di prendere da altri aule e uffici in locazione? Da questa domanda e dall’esigenza di risistemare le strutture in base alla legge Gelmini è partita l’operazione di alienazione. Oggi i fitti passivi sono stati quasi del tutto azzerati; e le facoltà sono sparite, come previsto dalla norma che prende il nome dell’ex ministro dell’istruzione: i nuovi “dipartimenti” che ne hanno preso il posto sono stati disegnati conciliando le esigenze delle realtà di didattica e ricerca con quella del contenimento degli spazi.
Vendite e aste. Al termine di questa enorme lavoro di riorganizzazione, è stato stilato un elenco di beni non essenziali. Avanzavano soprattutto poderi nell’area del Litorale e nella zona di Massaciuccoli, che nel tempo erano stati affittati (fitti attivi stavolta) a contadini. E sono partite le aste, dispensate a piccole dosi per non ingolfare un mercato in sofferenza. Finezza che non sempre ha pagato: per esempio, per il “Podere Fornacina” di San Piero a Grado siamo già al terzo esperimento d’asta. In cinque anni la base è scesa da 1,1 milioni agli attuali 702mila euro. Altre volte le cose vanno meglio: nella recente asta per la “Casa delle Guardie” sull’Aurelia, uno dei due lotti è stato aggiudicato al rialzo per 85.150 euro. Per altri complessi, come il “Podere Poggio al Lupo” sempre sull’Aurelia, la procedura di vendita prevede una trattativa privata: la stima dell’Ateneo per i tre lotti è di 414mila euro. Negli anni sono stati venduti anche un ufficio e un appartamento in centro, zona piazza Dante; e altre piccole dimore in via Santa Marta.
Stime variabili. Quanto ha fruttato il gioco? Difficile procedere a una semplificazione matematica. Perché ogni vendita ha una storia a sé e finisce in un capitolo diverso del bilancio: solo per dirne una, l’ampliamento dell’ospedale di Cisanello è finanziato in parte grazie a un meccanismo tecnico che lo vincola alla vendita del Santa Chiara. Si consideri che di mezzo ci sono anche la Regione e l’Azienda ospedaliera e a quel punto la quantificazione è complicata, se non impossibile. Presto si formalizzerà una nuova puntata di “alienazioni ancorate”, cioè di vendite programmate per fornire una copertura specifica a una delle tante esigenze finanziarie importanti: detto in parole semplici, c’è da pagare la rinascita della Sapienza e una delle ipotesi è quella di dare immobili in contropartita. Nuovo bilancio. Per chi si stupisce di un numero così basso dichiarato nel bilancio sociale, va infine detto che i quasi 165 milioni sono un valore commerciale. Ma molti edifici in centro hanno anche una valutazione storica e artistica che a volte è inestimabile, vedi il caso della stessa Sapienza. Per ovviare a questa mancanza di profondità nell’analisi, col nuovo bilancio 2013/14 l’Università sta cercando di stilare una diversa valutazione, tenendo conto degli aspetti che possano rendere questa complessità.
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