Sicurezza
Condannato a due anni, si nascondeva nel “retone”
Con lui c’erano altre quattro persone che sono state sorprese dal Corpo forestale dello Stato
Si intensifica l'attività di controllo svolta dagli uomini del Corpo forestale dello Stato nelle aree boscate protette, rurali e limitrofe al tessuto urbano, sempre più spesso oggetto di attività antropiche fonte di degrado ambientale.
Nell'ambito di un servizio mirato di controllo della Tenuta del Tombolo - per la precisione all'interno della Riserva Naturale Cornacchiaia-Uliveto, gestita dal Wwf attraverso una convenzione con l'Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli - gli agenti hanno sorpreso cinque extracomunitari di nazionalità marocchina mentre dormivano all'interno di una struttura utilizzata per l'esercizio della pesca (cosiddetto “retone”). Da successivi accertamenti svolti sono emersi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti e furto. Su uno di loro pendeva una condanna a due anni di reclusione; l'uomo è stato portato al carcere di Pisa. Altri due, clandestini, sono stati espulsi. Tutti sono stati denunciati per occupazione abusiva di area demaniale.
«Le aree boscate protette - afferma il commissario capo Davide Ciccarelli, comandante del Nucleo Investigativo - sono sempre più spesso oggetto di interesse da parte di soggetti dediti ad attività illecite. Sempre più diffuso è il fenomeno dello spaccio di droga all'interno del bosco, dove gli spacciatori possono agire e bivaccare indisturbati e, all'occorrenza, approfittando della fitta vegetazione, nascondersi e darsi alla fuga».
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