La manifestazione
Da via Crispi duro attacco al Comune
I commercianti: «L’asse del turismo è stato spostato in Corso Italia e noi siamo rimasti tagliati fuori dai flussi»
PISA. I nuovi percorsi turistici continuano a far discutere, non soltanto per il malfunzionamento dei totem multimediali. Il percorso principale stazione-torre pendente risulta “dirottato” sull’asse Corso Italia-Borgo Stretto, di fatto togliendo ossigeno ai commercianti di via Crispi e via Roma. Senza usare mezzi termini i negozianti di via Crispi si dicono penalizzati e discriminati dall’amministrazione comunale, e i nuovi percorsi sarebbero «solo l’ultima beffa di una lunga serie».
La strada che da piazza Sant’Antonio porta al ponte Solferino, oltre ad essere un’arteria principale della città, si configura come un centro commerciale naturale. Ci sono bar e gelaterie, gli alimentari e le banche, la farmacia e il forno, le agenzie immobiliari e di viaggi, la cartoleria e il tabacchi, il centro estetico e la fioraia, il ferramenta e l’edicola, il coiffeur, la bottega d’arte e il negozio di sigarette elettroniche. Insomma, se uno cerca qualcosa in via Crispi lo trova, ma già parcheggiare è un dramma.
La questione parcheggio. Il problema della sosta è il più lamentato dai commercianti. Tra i loro clienti la sosta in doppia fila è all’ordine del giorno.
«Esistono solo due posti per il carico e scarico merci - dice il farmacista, Filippo Fedeli - e per i clienti fare una sosta breve è pressoché impossibile, se non in doppia fila».
«Da parte della polizia municipale servirebbe quantomeno un po’ più di tolleranza - chiosa Massimiliano Lucchesi del negozio di alimentari - visto che il parcheggio non c’è e se c’è costa due euro l’ora».
«Con le associazioni di categoria qualche anno fa cercammo di trovare un accordo col Comune per riservare dei parcheggi alla sosta breve - ci spiega l’estetista, Aviana Scaramelli - ma poi è caduto tutto nel vuoto».
«Perché il Comune di Pisa non fa come quello di Viareggio - domanda Cladio Cini, del negozio di sigarette elettroniche – dove una sosta di mezz’ora è gratuita?».
Il turismo. A sentirsi discriminati e penalizzati dall’amministrazione comunale sono soprattutto i titolari di bar e gelaterie. «Dirottare i flussi turistici su Corso Italia - esordisce Patrizia Saviozzi, della gelateria Orso Bianco -, o addirittura su via Sant’Antonio, significa penalizzare ulteriormente degli esercizi già in sofferenza, che a guardar bene pagano il suolo pubblico e le tasse tanto quanto gli altri».
«Il calo dei turisti si è notato eccome - conferma Enzo Bronte, del bar La Spina - mentre i costi continuano ad aumentare: basti dire che la pedana esterna mi costa al metroquadro più dell’affitto del locale».
La questione Luminara. Per spiegare quanto si senta “abbandonato” dall’amministrazione comunale Bronte fa l’esempio della Luminara. «L’unico evento che ci portava un po’ di lavoro era la Luminara - dice - ma da quando hanno eliminato lo spettacolo pirotecnico dalla Cittadella il lavoro è calato drasticamente. Tutto, dalle manifestazioni ai flussi turistici, viene spostato verso ponte di Mezzo, penalizzando noi e privilegiando chi, quanto meno, è già in una posizione migliore rispetto alla nostra».
«Da cinque anni a questa parte l’incasso della Luminare è andato dimezzandosi anno dopo anno - conferma Patrizia Saviozzi - e tutto per via dello spostamento dei fuochi. A Porta a Mare, addirittura, se prima restavano aperti fino all’una adesso chiudono alle nove, per mancanza di clienti».
Il degrado. E basta spostarsi verso piazza Sant’Antonio, avvicinandosi alla zona stazione, che subito si avverte un certo degrado. «Di sera la strada è drammaticamente buia - racconta Massimiliano Ceccanti, del bar La Cicala - e non si capisce come mai l’illuminazione pubblica funzioni una notte sì e due no. Ma il vero degrado si vede di giorno, perché questa è zona di spaccio e borseggi».
Ceccanti indica l’altra parte della strada, dove sotto il sole cocente turisti e cittadini sono in attesa dell’autobus: «Quasi tutti i giorni - rivela Ceccanti - a quella fermata qualcuno viene derubato del portafoglio o della macchina fotografica».
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