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Pisa

A “Superquark” gli scavi archeologici degli studenti pisani

A “Superquark” gli scavi archeologici degli studenti pisani

La trasmissione di Piero Angela dedica stasera un servizio al sito di Badia Pozzeveri dove opera il professor Fornaciari

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PISA. Andrà in onda stasera su Rai 1 (ore 21.30), nell’ambito della trasmissione di divulgazione scientifica “Superquark”, un servizio sugli scavi condotti dall’Università di Pisa nel sito archeologico di Badia Pozzeveri.

Lo scavo, su cui opera la Divisione di Paleopatologia guidata dal professor Gino Fornaciari, è tra i principali della Toscana per dimensione e numero di partecipanti. Deve la sua notorietà anche alla collaborazione che già da diversi anni vede lavorare gomito a gomito i ricercatori pisani e quelli della Ohio State University, la prima università statunitense per dimensioni e la seconda per numero di studenti. Proprio per questi motivi, nel dicembre dello scorso anno aveva conquistato la copertina della rivista “Science”.

In tre giorni di riprese, la troupe di “Superquark”, coordinata sul campo dal giornalista e autore Giovanni Carrada, stretto collaboratore di Piero Angela, ha filmato le attività di scavo e di didattica e compiuto interviste sulle metodologie utilizzate dal gruppo di ricerca. Al centro del servizio ci saranno gli importanti risultati ottenuti dallo scavo sia in campo archeologico, sia, soprattutto, in quello bioarcheologico e archeoantrologico, con un particolare riguardo alle sepolture pertinenti alla grande epidemia di colera che colpì Italia ed Europa nell’autunno del 1855, mietendo, solo in Toscana, oltre 27mila vittime.

Si è intanto conclusa la Summer School in Osteoarchaeology and Paleopathology, che si è svolta nel Laboratorio di Paleopatologia della Scuola Medica sotto la direzione e supervisione del professor Fornaciari e le cui attività di laboratorio sono state seguite dalle dottoresse Valentina Giuffra e Simona Minozzi. Si è trattato della prima edizione della Summer School, che ha avuto più richieste di partecipazione rispetto alle aspettative, tanto che è stato necessario attivare due sessioni. I dieci allievi ammessi provenivano da diverse parti del mondo, tra cui l’Ohio, la Georgia, le Hawaii e l’Australia.

La Summer School in Osteoarchaeology and Paleopathology è volta a fornire le competenze necessarie per effettuare lo studio antropologico e paleopatologico di base dei resti scheletrici umani antichi. Ciascuna sessione della Summer School si è svolta nell’arco di tre settimane, durante le quali sono state effettuate lezioni frontali e una consistente parte di attività in laboratorio.

Gli studenti sono stati istruiti sulle procedure di pulizia, consolidamento, restauro, siglatura, inventario e schedatura dei resti scheletrici e dentari. Sono state affrontate le principali tematiche riguardanti lo studio antropologico dei resti scheletrici, in particolare le metodologie per la determinazione del sesso e dell’età alla morte degli individui, l’osteometria, il rilevamento dei caratteri ereditari e il rilevamento del grado di sviluppo delle inserzioni muscolari.

Infine, gran parte delle lezioni è stata dedicata alla paleopatologia, cioè al riconoscimento delle malattie nei resti scheletrici. Gli studenti hanno potuto visitare lo scavo archeologico di Badia Pozzeveri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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