Il Tirreno

Pisa

«Non lasceremo quel casottino»

«Non lasceremo quel casottino»

Protesta del comitato “Riprendiamoci Gagno”: nel mirino il Comune e il sequestro di Ferragosto

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Presidio di protesta al parco di Gagno da parte del comitato “Riprendiamoci Gagno” contro l'apposizione dei sigilli di sequestro alla casa del quartiere, dai residenti chiamata il “casottino”. Quest'ultimo fu costruito nel 2011 ma il Comune non l’aveva mai aperto. Dopo l'occupazione da parte del Comitato, avvenuta il 18 febbraio, però, il Comune ha indetto un bando per l'assegnazione della struttura, bando che è stato vinto dalle associazioni “Fare spazio ai giovani” e “Arcadia” riunite in raggruppamento temporaneo. A distanza di 6 mesi dall'occupazione, in presenza di un bando e dei vincitori, la situazione ha subito un cambiamento radicale con l'immobile sigillato e posto sotto sequestro nei giorni di Ferragosto. «Rivendichiamo - ha detto Giuliano Anthony, membro del comitato - il diritto di gestire questo spazio, unico punto d'incontro in zona per i giovani, gli anziani e le persone che si trovano in gravi difficoltà economiche». L'assegnazione della gestione del casottino ad un'altra associazione - a sentire i membri del comitato - andrebbe contro l'originaria destinazione d'uso del circolo, che da socio-culturale diventerebbe commerciale. Per far fronte, infatti, alle spese di gestione previste dal Comune, spese che ammonterebbero intorno ai 18-20 mila euro annui, le due associazioni da cui il casottino sarebbe gestito, avrebbero bisogno di fare attività commerciali, quindi non gratuite, per raggiungere questa somma di denaro. Poi ha fatto sapere Manuel Marinari: «Il casottino è stato costruito con i fondi della comunità europea (circa 200 mila euro), per cui il Comune non ha avuto parte attiva nelle spese di costruzione della struttura. Ciò nonostante vuole mettere le mani su una cosa che potrebbe portargli dei soldi. Noi non ci stiamo. La nostra è un'associazione di quartiere senza scopi di lucro e come tale la nostra attività deve essere incoraggiata e non ostacolata».

Marinari, quindi, ha aggiunto: «Inizialmente sembrava che ci fosse una certa apertura da parte dell'amministrazione comunale nel condividere la gestione del casottino. Dagli incontri con l'assessore Danti e Federica Ciardelli, presidente del consiglio di partecipazione territoriale, era venuto fuori che il Comune non avrebbe ostacolato il nostro operato. Ma dopo l'apposizione dei sigilli di sequestro mi pare abbastanza evidente la chiusura dell’amministrazione comunale». «Il casottino - ha ribadito Giuliano Anthony - deve essere ri-assegnato al comitato di quartiere. Chiediamo il comodato d'uso dell'immobile, pagheremo le utenze e faremo fronte alla manutenzione della struttura. Siamo inoltre disposti a collaborare con le due associazioni che hanno vinto il bando, purché condividano i nostri stessi valori e principi»

Lunedi alle 21 si terrà davanti al casottino un'assemblea in cui «ribadiremo - ha concluso Marinari - la nostra volontà nel costruire lotte, conflitto e spazi di libertà per gli abitanti di Gagno. L'assemblea è aperta a tutti. Invitiamo anche il sindaco e l'assessore Danti».

Gaetano Di Carlo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web