La manifestazione
Cobas e Sulpm duri col Comune «Precari cacciati»
PISA. «L'amministrazione comunale di Pisa getta la maschera: nessun scorrimento delle graduatorie e precari a casa. Direzione personale e assessore Eligi sbarrano la strada alla assunzione di...
PISA. «L'amministrazione comunale di Pisa getta la maschera: nessun scorrimento delle graduatorie e precari a casa. Direzione personale e assessore Eligi sbarrano la strada alla assunzione di disoccupati e precari e si nascondono dietro a normative interpretate a senso unico. Ci sono graduatorie concorsuali ancora aperte (è il caso della polizia municipale), giovani vincitori di selezioni dure per i quali si prospetta solo la disoccupazione».
È dura le requisitoria dei Cobas pubblico impiego e del Sulpm del Comune di Pisa. Nel mirino c’è l’amministrazione Filippeschi: «Negli ultimi mesi sono uscite sentenze che permettono agli enti locali di alternare le mobilità di personale da altri enti con lo scorrimento di graduatorie concorsuali, ma anche l’opinione del consiglio di Stato sembra essere volutamente ignorata dall'amministrazione di Pisa che dimentica le graduatorie aperte e rinuncia così a creare nuova occupazione». Il fatto è che «la polizia municipale ha un'età media molto alta, con l'ultima mobilità dalla Pm ai servizi educativi sono partite vigilesse giovani con un bando costruito nelle segrete stanze dell'assessore ma non certo condiviso con il sindacato. Nel frattempo gli agenti che avevano vinto selezioni per altri uffici sono stati privati del diritto alla mobilità interna, due pesi e due misure differenti che restano per noi inaccettabili».
Per strada dunque si trovano soprattutto agenti anziani e logorati da incidenti, agenti atmosferici e da un utilizzo spesso improprio: «Ironia della sorte - proseguono le due organizzazioni sindacali - in graduatoria abbiamo lavoratori e lavoratrici giovani ai quali si preferisce la mobilità da altro ente. Si vuole far scadere le graduatorie ancora aperte, questo è un atteggiamento irresponsabile verso le giovani generazioni che si affacciano a un mondo del lavoro dove domina la precarietà. Nei servizi educativi si rinuncia perfino alla stabilizzazione di una sola precaria (delle tre che avrebbero i requisiti di legge per bandire un concorso loro riservato), si trasferiscono poi dipendenti ad altri senza alcuna logica, si arriva a dire che alla sesta porta non c'è spazio per tutti i dipendenti amministrativi della Pm e per questo si trasferisce un collega diversamente abile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google