La manifestazione
Argini dell’Arno infestati da erbacce
Sarebbe bello, ma è impossibile passeggiare lungo il fiume. Degrado causato da guerra di competenze e scarse risorse
PISA. È una Pisa dimenticata quella che si ammira dal basso. Quando l’Arno lo hai là a un passo e lo puoi toccare, quella che vedi e che senti è una città diversa: passeggiare lungo gli argini ti porta altrove, in un posto indietro nel tempo o che, forse, non è mai esistito. È quello che non senti che ti fa viaggiare: il traffico, le persone, tutto quel sottofondo che ormai non sentiamo più. Insomma, una meraviglia. Che però, al momento, è appannaggio di pochi coraggiosi.
Dal Cep al ponte della Vittoria, lungo le rive del fiume scoppia rigogliosa la vegetazione: una successione continua di arbusti e cespugli che impediscono il passaggio e scoraggiano anche solo il pensiero di poter scendere e vedere ciò che solo dal basso si vede. L’abbandono è figlio di una storia italiana: l’ente che dovrebbe effettuare i lavori di pulizia non ha le risorse per poterli fare.
C’è da fare una premessa: capire qual è l’ente competente non è semplice. Questo perché, anche se non si vede, il fiume è diviso da linee invisibili: fuori dal tratto cittadino la competenza è della Provincia, in città del Comune e se succede qualcosa sotto un ponte, in quel caso bisogna vedere a chi appartiene il ponte. Detto ciò, per quanto riguarda gli argini pisani, i lavori di pulizia stanno alla Provincia.
I soldi erano anche stati trovati: 600mila euro messi a bilancio per la manutenzione di Arno, Serchio e affluenti vari: «Ma abbiamo dovuto spendere 1 milione e 700mila euro – spiega Giovanni Bracci, dirigente del reparto Difesa del suolo della Provincia – per “somme urgenze”. Erano interventi su corsi d’acqua di competenza del Consorzio di bonifica ma che, stando alla legge toscana, abbiamo dovuto pagare noi».
Dopo il salasso reperire nuovi fondi non è stato semplice, ma in qualche modo è stato fatto: «I progetti sono già pronti – continua Bracci – tuttavia li abbiamo potuti mettere a gara solo adesso. Proprio di recente c’è stato il sorteggio delle ditte da invitare e il 26 agosto ci sarà l’aggiudicazione delle tre gare per la manutenzione dei corsi d’acqua (una per ciascuno: Arno, Serchio, affluenti. ndr)».
La conseguenza pratica è che invece degli usuali due tagli della vegetazione, ce ne sarà soltanto uno e in autunno. Ma per il futuro? Perché come è noto le amministrazioni provinciali sono in fase di smantellamento. Lo scorso 8 luglio il governo avrebbe dovuto indicare le competenze residue, ma la firma dell’atto è stata rinviata a data da destinarsi.
«Per adesso – conclude il dirigente della Provincia, Giovanni Bracci – abbiamo le stesse competenze di prima, ma con 3,5 milioni di euro in meno per fare i lavori».
Per l’estate, periodo di maggiore affluenza turistica, niente si muoverà. Gli argini di Pisa rimarranno conosciuti solo per la cronaca nera quando qualche sventurato cadrà dalle spallette e la bellezza della città vista dal basso rimarrà ancora chiusa nello scrigno di una vegetazione impertinente.
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
